Puglia, il salario minimo è legge
La norma vale solo negli appalti stipulati con la Regione, le Asl, agenzie ed enti regionali, e prevede una retribuzione minima di 9 euro l'ora

ROMA – La Corte Costituzione ha respinto il ricorso del Governo contro la legge della Regione Puglia che prevede il salario minimo è legge. La legge approvata nella legislatura appena conclusa, prevede che negli appalti stipulati con la Regione Puglia, le aziende sanitarie locali e quelle ospedaliere, le agenzie regionali e tutti gli enti strumentali regionali debba essere prevista una retribuzione minima tabellare inderogabile pari a nove euro l’ora.
Soddisfatto il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese: “Oggi la Corte costituzionale – scrive su Facebook – ha confermato la legittimità della legge regionale pugliese che abbiamo promosso e approvato per garantire nelle gare d’appalto un trattamento economico minimo di almeno 9 euro l’ora per chi lavora nei servizi e nei lavori pubblici in Puglia.
Questa norma – continua Piemontese – va ben oltre quel numero che può apparire piccolo: è una tutela concreta per il lavoro, per chi ogni giorno si impegna con professionalità e merita una retribuzione equa e dignitosa. Grazie a questo criterio, chi partecipa alle gare deve dimostrare anche l’impegno nel rispettare salari adeguati per i propri dipendenti. Una protezione attiva dei diritti, della qualità del lavoro e dello sviluppo sociale nel nostro territorio. Ne sono orgoglioso”, conclude.

