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Prevenire le malattie cardiovascolari mangiando noci

Aumentare l'assunzione di varietà di frutta a guscio, come parte di modelli ...

Foggia Reporter

Le malattie cardiovascolari e i tumori sono tra le prime due cause di morte degli italiani, in primis dai trent’anni in sù. In tutta Italia si è registrato un calo dei ricoveri ma sono aumentati invece i posti letto occupati nelle RSA.

Ma quali sono le malattie cardiovascolari?

Come riportato dal sito ufficiale del Ministero della Salute, si tratta di tutte le malattie ischemiche del cuore come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari come l’ictus ischemico ed emorragico che sono tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità. Tutte queste patologie sono per la gran parte prevenibili, dal momento che si riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili quali età, sesso e familiarità ed altri fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita: parliamo di fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà, queste ultime spesso responsabili di diabete, obesità,  ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.

E’ diffusa l’errata convinzione che i soggetti a rischio siano per la stragrande maggioranza uomini, facendo si che le donne abbiano una percezione molto bassa dei pericoli causati da queste patologie: vero però è che le malattie cardiovascolari si presentano nelle donne con un ritardo di almeno 10 anni rispetto agli uomini questo perché – fino alla menopausa – le donne sono aiutate dalla protezione ormonale; in seguito però, le donne vengono colpite addirittura più degli uomini da eventi cardiovascolari e possono verificarsi anche con un quadro clinico meno evidente: assenza di dolore che può essere localizzato in altra sede o è confuso con quello derivato da altre patologie. Per questo, generalmente, le donne si recano in ospedale più tardi rispetto agli uomini.

Alimentazione, attività motorie e stile di vita sano

Adottare stili di vita sani, sostenere una corretta alimentazione e svolgere regolarmente attività fisica; limitare il consumo di sale (consigliato non superare i 5 g al giorno) associato a una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, di alimenti a basso contenuto di grassi animali, come pesce pollame, andando a ridurre l’uso di carni rosse, formaggi e insaccati, dolci e bevande zuccherine, contribuisce a ridurre la pressione arteriosa a mantenere livelli di colesterolemia ottimali. Da non sottovalutare poi l’attività fisica che andrebbe praticata con una certa regolarità (fare sport in generale, camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno, salire le scale, ballare, preferire i mezzi pubblici e qualsiasi attività che richieda movimento), non fumare ed evitare l’abuso di alcol.

Consumare noci per prevenire le malattie cardiovascolari

Noci
Noci, crediti: eurosalus.com

Un interessante studio, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, rivela come le persone che mangiano regolarmente le noci, comprese arachidi, mandorle e nocciole, hanno un rischio più basso di sviluppare malattie cardiovascolari o altre malattie coronariche rispetto a persone che non ne mangiano mai o quasi mai. Lo studio in questione, Nut Consumption and Risk of Cardiovascular Disease, è – ad oggi – la più grande ricerca mai effettuata circa il rapporto tra il consumo di frutta secca e l’incidenza delle malattie cardiovascolari dal momento che, la ricerca, ha coinvolto ben 210.000 persone.

I rapporti dietetici, raccomandati dai medici e nutrizionisti, includono ormai quantità sempre maggiori di alimenti a base vegetale rispetto agli alimenti di origine animale, compreso il consumo di frutta secca per la loro associazione ad una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari ridotti e la composizione nutrizionale unica. Lo studio svela anche l’importanza delle arachidi, che in realtà sono un legume, poiché possiedono un profilo di acidi grassi e di nutrienti simile a quello delle noci.

La ricerca si è articolata prevalentemente su due endpoint; quello primario rivolto alla principale malattia cardiovascolare, ossia infarto del miocardio, ictus o malattia cardiovascolare mortale. Quello secondario invece mirato alla cardiopatia coronarica totale, cioè l’infarto miocardico fatale o non fatale e ictus totale (considerando tuti gli ictus fatali e non fatali). Gli scienziati hanno documentato 14.136 casi di malattie cardiovascolari, tra cui 8.390 casi di cardiopatia ischemica e 5.910 casi di ictus.

Il consumo di noci diminuiscono il rischio del 19%

I ricercatori hanno trovato dunque un’associazione inversa tra consumo totale di noci e malattia cardiovascolare totale e malattia coronarica: dopo aver osservato il consumo individuale di noci infatti, è stato associato ad un rischio inferiore del 19% di malattie cardiovascolari e del 21% in meno di rischio di malattia coronarica. I soggetti partecipanti allo studio hanno mangiato noci due o più volte alla settimana ed avevano il 13% e il 15% di rischio inferiore di incorrere in malattie cardiovascolari e il 15% e il 23% di rischio inferiore di malattia coronarica, rispetto a quelli che non hanno mai consumato noci.

“I nostri risultati confermano le raccomandazioni di aumentare l’assunzione di varietà di frutta a guscio, come parte di modelli dietetici sani, per ridurre il rischio di malattie croniche nelle popolazioni generali” – è il commento di Marta Guasch-Ferre, PhD, nonché autore principale dello studio presso il dipartimento di nutrizione di Harvard T.H. Chan School of Public Health.

I partecipanti che hanno consumato invece cinque o più porzioni di frutta con guscio a settimana hanno un rischio inferiore del 14% di malattie cardiovascolari e un rischio inferiore del 20% di malattia coronarica rispetto ai partecipanti che non hanno mai o quasi mai consumato noci. Risultati prettamente simili anche nel consumo di noci, arachidi e mandorle. I ricercatori, tuttavia, non hanno trovato alcuna prova di associazione tra consumo frutta secca e rischio di ictus – almeno fino ad ora.