BARI – La pioggia torna a bagnare la Puglia e i grandi invasi regionali tornano finalmente a riempirsi, allontanando lo spettro della siccità estrema che lo scorso anno aveva messo in ginocchio le campagne. Ma avere più acqua non significa poterla sprecare.
È il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, durante il vertice convocato a Bari con dirigenti regionali, Arif, associazioni di categoria e rappresentanti dei Consorzi di bonifica del Gargano, della Capitanata e del Centro Sud Puglia. Obiettivo dell’incontro: definire in modo condiviso il “manifesto” della prossima stagione irrigua, con date certe di avvio e chiusura del servizio, turni di distribuzione e contributi a carico degli agricoltori.
Infrastrutture e costi: le criticità da affrontare
«Abbiamo il dovere di governare insieme e con responsabilità l’utilizzo dell’acqua – ha sottolineato Paolicelli –. I dati sulle precipitazioni sono incoraggianti, ma servono programmazione e visione strategica per prevenire nuove criticità».
Restano infatti aperti nodi strutturali importanti: una rete infrastrutturale datata, che provoca elevate perdite idriche; il limitato utilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura; e il peso crescente dei costi energetici necessari per il sollevamento e la distribuzione dell’acqua nelle campagne.
Invasi più pieni rispetto al 2025
La fotografia aggiornata dei principali bacini idrici pugliesi e lucani che servono la regione mostra una disponibilità complessivamente migliore rispetto allo stesso periodo del 2025, con la sola eccezione della diga di Monte Cotugno.
Per garantire l’intera stagione primaverile all’invaso di Lago di Occhito servono circa 35-40 milioni di metri cubi: una soglia attualmente ampiamente superata.
Ecco i dati principali:
Occhito (Fortore): 92 milioni di mc (lo scorso anno 53 milioni)
Pertusillo: 91 milioni di mc (53 milioni nel 2025)
Conza: 41 milioni di mc (22 milioni un anno fa)
Marana Capacciotti: 23 milioni di mc (18,9 milioni nel 2025)
Capaccio (Celone): 4,8 milioni di mc (920 mila mc lo scorso anno)
Numeri che restituiscono fiducia al comparto agricolo, ma che – ribadisce la Regione – impongono comunque una gestione prudente e responsabile della risorsa idrica, per evitare di tornare in emergenza.
