
FOGGIA – “Esprimo solidarietà e vicinanza ai farmacisti dipendenti che hanno proclamato lo sciopero per rivendicare un contratto più giusto: sono professionisti che rappresentano un presidio essenziale del nostro sistema sanitario”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, evidenziando quanto “spesso si pensi ai farmacisti solo come titolari d’impresa o rappresentanti di interessi economici, quando invece c’è un mondo di professionisti che lavora dietro il banco con dedizione, in silenzio, a volte con orari estenuanti e salari inadeguati: è una realtà che non possiamo ignorare, soprattutto se vogliamo costruire un sistema sanitario equo e territoriale”.
Lo sciopero di domani, giovedì 6 novembre, proclamato dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, arriva dopo mesi di trattative interrotte con Federfarma, l’associazione che rappresenta i titolari delle farmacie private. Il contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 agosto 2024, riguarda circa 60 mila dipendenti delle 18 mila farmacie private italiane, con una media di tre o quattro lavoratori per sede.
Le rivendicazioni dei lavoratori puntano al riconoscimento della professionalità e alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nella “farmacia dei servizi”, nonché a giusti adeguamenti salariali in linea con l’inflazione e il costo della vita, una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e la promozione di percorsi formativi e di crescita professionale.
Secondo i sindacati, l’aumento di 180 euro lordi proposto da Federfarma non risponde alle reali esigenze di una categoria che chiede 360 euro e una revisione complessiva delle tutele contrattuali. «Le responsabilità dei farmacisti non sono più quelle di vent’anni fa — ricordano le sigle — oggi si occupano anche di consulenza, prevenzione e monitoraggio dei pazienti, funzioni che meritano un riconoscimento adeguato».
“Mi appello a Federfarma, con cui la Regione Puglia ha impostato un proficuo rapporto di collaborazione per dare centralità alle 1.270 farmacie private pugliesi affinché siano presidio sanitario territoriale di prossimità — conclude Piemontese — attraverso servizi di consulenza, di prevenzione, di svolgimento di test diagnostici, di monitoraggio e di assistenza: tutte attività che testimoniano quando siano cambiati il ruolo e le responsabilità di chi lavora nelle farmacie. Lo sciopero di domani sia raccolto non come un gesto di rottura, ma come un richiamo al riconoscimento di chi ogni giorno è al servizio della salute pubblica”.

