Politica

Riforma sanità, Marino (PD): “Emiliano come Attila, negato il diritto alla salute”

La riforma sanitaria di Michele Emiliano non piace a Dino Marino, esponente del PD. Secondo l’esponente di “Azione PD”, il Presidente della Regione Puglia sarebbe “peggio di Attila: dove passa lui non cresce più il diritto alla salute”.

“Come era prevedibile, l’ospedale di Lucera, già accorpato, che rimanesse aperto forse era solo una promessa da marinaio che il Governatore ha fatto a Tutolo – spiega Marino – Inoltre, ha stravolto tutta la programmazione fatta in questi anni, declassando i due ospedali di riferimento a Nord e a Sud della provincia”.

Si tratta, dice l’esponente dem, di un ” pasticcio in salsa barese. Ben altra musica rispetto al governo Vendola. I nosocomi di San Severo e Cerignola pur in presenza dei tagli di posti letto, nel piano di riordino varato da Vendola, furono potenziati e definiti di primo livello”. Sul caso San Severo: “Ricordo che, varando l’ultimo piano di riordino ospedaliero, mentre tagliavamo circa 2000 posti letto in tutti gli ospedali della Puglia nel nosocomio di San Severo, anche grazie al sottoscritto in qualità di presidente della Commissione Sanità, i posti letto aumentarono di 16 unità. Non solo, portammo a San Severo i servizi di emodinamica, urologia, risonanza magnetica a 64 slides”.

“Ecco un esempio concreto di fare politica per il proprio territorio. In Regione San Severo contava. Oggi, invece, questi sono i risultati della ‘coppia di fatto’ MiglioDamone che hanno svenduto San Severo ad Emiliano”, sostiene Marino. “Le disposizioni di questo piano mortificano tutta la Capitanata: nella seconda provincia più grande del Paese, da Lesina per trovare un servizio di rianimazione bisognerà fare 50 km, da Cerignola 35 km, e circa 640.000 abitanti non avranno a disposizione cardiochirurgia, non prevista neppure nel policlinico universitario”.

“Mentre nella Bat, in un fazzoletto di terra di 20km quadri, ci sono quattro ospedali, dei quali 3 di primo livello e 1 di base. Caro Emiliano – conclude l’esponente del PD – raccontala a Miglio e Damone, ma non ai cittadini della nostra provincia che ti aspettano con ansia per mostrarti il loro grado di apprezzamento della tua riforma. Basta con le bugie e con i pressapochismi, in questo modo stai mettendo in ginocchio non solo il livello ospedaliero, ma anche quello dell’emergenza. Neanche Raffaele Fitto era arrivato a tanto: e ciò è vergognoso”.

Redazione

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