Parco Nazionale del Subappennino Dauno, il no dei cacciatori

FOGGIA – Torna a far discutere l’ipotesi di istituire il Parco Nazionale del Subappennino Dauno. Nei giorni scorsi, infatti, si sarebbe tenuto un incontro presso il Comune di Biccari, alla presenza di alcuni ambientalisti, durante il quale sarebbe stata rilanciata la proposta.

Una prospettiva che trova la netta contrarietà di Arci Caccia provinciale, che in una nota esprime “ferma opposizione” a un progetto già avanzato in passato e più volte respinto. L’iniziativa, ricordano dall’associazione, affonda le radici nella proposta di legge n. 777 del 2007, poi accantonata proprio a causa delle numerose contestazioni, in particolare per i vincoli ritenuti penalizzanti per il mondo agricolo.

Arci Caccia annuncia che continuerà a sostenere la protesta del comparto venatorio, schierandosi al fianco degli agricoltori e avviando un confronto con i sindaci dei comuni interessati.

Al centro delle preoccupazioni ci sono i possibili effetti delle restrizioni previste dall’istituzione di un parco nazionale. Secondo l’associazione, il rischio sarebbe quello di un progressivo abbandono del territorio, con conseguenze negative sulla gestione delle aree interne. “Come già accaduto in altre realtà – si legge – il criterio della ‘non gestione’ può favorire degrado, aumento del pericolo incendi e la formazione di discariche abusive, trasformando zone rurali in vere e proprie bombe ecologiche”.

A firmare la presa di posizione è il segretario provinciale di Arci Caccia, Mariolino Lo Russo, che ribadisce la volontà di contrastare ogni tentativo di riproporre il progetto senza un ampio e condiviso confronto con le comunità locali.

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