Parco del Gargano, il TAR sblocca la presidenza: il Ministero ha 60 giorni per decidere su Vincenzo D’Errico

FOGGIA – Svolta giudiziaria per la guida del Parco Nazionale del Gargano. La prima sezione del TAR della Puglia (sede di Bari) ha accolto il ricorso presentato da Vincenzo D’Errico, imprenditore turistico di Rodi Garganico ed esponente di Forza Italia, ordinando al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di uscire dallo stato di inerzia. Il dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin avrà ora 60 giorni di tempo per concludere il procedimento e decidere formalmente sulla nomina del presidente, rimasta congelata in un limbo burocratico e politico. In caso di ulteriore ritardo, i giudici amministrativi hanno già previsto la nomina di un commissario ad acta. La vicenda affonda le radici nel settembre 2025. In quel periodo, il nome di D’Errico era stato individuato come figura di sintesi grazie a un’intesa formale siglata tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, all’epoca guidata da Michele Emiliano.

Tuttavia, l’iter si era bruscamente interrotto alla Camera dei Deputati. La Commissione Ambiente di Montecitorio aveva infatti espresso parere contrario alla sua nomina con 18 voti sfavorevoli. Da quel momento la procedura si era bloccata in una fase di stallo istituzionale, lasciando l’Ente Parco sotto la gestione del commissario straordinario Raffaele Di Mauro. I giudici del tribunale amministrativo hanno giudicato illegittimo il prolungato silenzio del Ministero dell’Ambiente. La sentenza del TAR non assegna automaticamente la poltrona a D’Errico, ma impone all’amministrazione centrale di assumersi la responsabilità di un provvedimento definitivo, positivo o negativo che sia, mettendo fine a mesi di incertezza gestionale per uno dei polmoni naturali e turistici più importanti della Puglia.

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