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Parchi inclusivi e autismo, l’appello di Puzzle d’amore: “servono spazi pensati per tutti”

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FOGGIA – Si riaccende il dibattito sull’inclusione nei parchi pubblici. L’Associazione Puzzle d’Amore, attraverso la presidente Miriam Ventura, lancia un appello all’amministrazione comunale affinché vengano realizzati spazi realmente accessibili anche ai bambini con disturbo dello spettro autistico.

“Il gioco è un diritto, ma per molti bambini con autismo vivere un parco può diventare difficile o addirittura impossibile”, sottolinea Ventura. Secondo l’associazione, un parco inclusivo non può limitarsi alla presenza di un singolo gioco accessibile, ma deve essere progettato per ridurre il sovraccarico sensoriale, con percorsi chiari, zone calme, pannelli tattili e segnaletica adeguata.

Attualmente, in città esiste un solo spazio con vocazione inclusiva, il “Giardino dei Sensi” nel Parco San Felice, considerato però insufficiente e bisognoso di maggiore manutenzione. Gli altri parchi, come Campi Diomedei o Baden Powell, restano invece pensati prevalentemente per la disabilità motoria, senza tenere conto delle esigenze specifiche legate all’autismo.

Le conseguenze ricadono sulle famiglie, spesso costrette a evitare i parchi negli orari affollati, a spostarsi fuori provincia o a rinunciare del tutto a questi momenti di socialità. “Il gioco all’aperto è parte della terapia: negarlo significa limitare sviluppo e benessere”, evidenzia l’associazione.

Tre le richieste avanzate al Comune: una mappatura e manutenzione dei giochi inclusivi esistenti, la creazione di zone calme in ogni quartiere e l’istituzione di un tavolo permanente di co-progettazione con istituzioni, ASL e associazioni.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Puglia un bambino su 77 è nello spettro autistico; a Foggia si stimano oltre 400 minori. “Dietro questi numeri ci sono famiglie che non sanno dove andare – conclude Ventura –. Investire in parchi inclusivi significa investire nella salute e nella comunità”.

L’associazione annuncia inoltre nuove iniziative: un monitoraggio delle aree gioco cittadine e una raccolta firme da presentare al Comune, per trasformare l’appello in azioni concrete.

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