Ordona, successo per gliappuntamenti di Herdonia Lab
Cittadini, istituzioni ed esperti a confronto sul futuro del parco archeologico e sulla riscoperta delle radici locali

ORDONA – Avvicinare la comunità al patrimonio archeologico del territorio e trasformare la storia locale in un motore vivo di sviluppo e identità. Con questo obiettivo si sono conclusi con successo gli appuntamenti di Herdonia Lab, la fase cruciale del progetto “Ordona Fulgens”, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Bando Borghi del PNRR. Il cuore dei Cinque Reali Siti ha vissuto due giornate intense di partecipazione, studio e condivisione e ha dimostrato come il coinvolgimento attivo della cittadinanza sia la chiave per la valorizzazione della millenaria storia di Herdonia.
“Stiamo vivendo un momento straordinario – ha commentato il sindaco di Ordona, Adalgisa La Torre – poiché Herdonia Lab è un evento che Ordona attendeva davvero da tantissimo tempo. Questo risultato è il frutto di una grande sinergia tra questa amministrazione comunale, l’Università di Foggia, il Politecnico di Bari e soprattutto con la Soprintendenza di Foggia e Bat, che hanno condiviso una visione comune e un unico obiettivo, quello di trasformare il nostro grandissimo patrimonio archeologico in una leva concreta di crescita culturale, sociale ed economica per il nostro Paese” .
Dal focus scientifico è emersa la fondamentale necessità di integrare ricerca scientifica, tutela e servizi educativi, trasformando l’area archeologica da semplice luogo del passato a risorsa economica, culturale e sociale per i residenti.
La manifestazione ha vissuto il suo momento di massima partecipazione comunitaria in piazza Paolo VI, trasformata per l’occasione in un laboratorio a cielo aperto. Docenti e studenti hanno condiviso pubblicamente i risultati e i materiali emersi durante i laboratori di Herdonia Lab e restituito alla cittadinanza il frutto del lavoro di ricerca. L’ampia partecipazione dei cittadini a questi appuntamenti conferma che la strada della co-progettazione e del coinvolgimento dal basso è l’unica via per rendere il nostro patrimonio archeologico una reale opportunità di crescita per il territorio, concludono gli organizzatori.

