Politica

Omotransfobia, a Foggia Gioventù Nazionale in piazza contro la proposta di legge Zan-Scalfarotto

La proposta di legge Zan-Scalfarotto, voluta per contrastare l’«omotransfobia», intende modificare due articoli del Codice Penale: il primo, l’art. 604 bis cp, sanziona, tra le altre, quelle condotte volte a discriminare o a commettere atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; il secondo, l’art. 604 ter cp, prevede delle aggravanti per alcuni reati se commessi per finalità di discriminazione.

La proposta aggiunge, come motivazioni degne di una risposta sanzionatoria dello Stato, anche quelle legate all’orientamento sessuale, leggasi omosessualità, e all’«identità di genere», leggasi transessualità.

Un anno e 6 mesi di reclusione o 6.000 euro per chi commette o incita a commettere atti di discriminazione per motivi “omofobici” e “transfobici”.  Infine è prevista un’aggravante omofobica per i reati già esistenti.

Gli articoli del Codice Penale, però, che si intende modificare, non solo sanzionano condotte direttamente lesive ma anche indirettamente. Le condotte a danno di persone omosessuali sono già punite dal nostro ordinamento giuridico, non c’è nessuna lacuna da colmare!

 È assente la descrizione della condotta che verrà punita  e questo in contrasto con il principio della tipicità del reato, il cittadino deve sapere prima di adottare una certa condotta se la stessa è considerata dalla legge un reato oppure no. ( l’indeterminatezza vale anche per le aggravanti).

La libertà di pensiero, di parola e di espressione tutelate dalla costituzione dove andranno a finire? Sarà ancora legittimo affermare che un bambino ha bisogno di un padre e una madre? Certi giudizi potrebbero essere fondati su valori o credenze religiose e non avere un fine discriminatorio!” commenta il segretario provinciale di Gioventù  Nazionale, Mario Giampietro.

Il segretario cittadino di Gn Foggia, l’Avv. Alessandro Marzocco, conclude affermando: “Non sono previste esimenti per gli ecclesiastici, neanche loro sarebbero esenti da denuncia, basterebbe al catechismo  parlare del Sacramento del Matrimonio Cattolico per esser denunciati! 

Questa proposta di legge finisce per essere discriminatoria verso altre categorie di soggetti socialmente deboli non ugualmente tutelate: gli anziani, i disoccupati, le persone in sovrappeso, etc. Tutte potenziali vittime di atti discriminatori! Per questo scenderemo in piazza, sabato 11 Luglio, alle 18.00, allestendo un gazebo in via Lanza!”.

Redazione

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