Oltre il muro del pregiudizio:  l’I.P.E.O.A. ”Michele Lecce”,entra in comunità per offrire un nuovo inizio

Ci sono momenti in cui la scuola smette di essere un insieme di programmi ministeriali e scadenze burocratiche per tornare alla sua missione più pura: essere un porto sicuro, una bussola per chi si è perso. È quello che è successo a San Giovanni Rotondo e Manfredonia, dove il preside Luigi Talienti ha deciso che, se i ragazzi non possono arrivare alla scuola, è la scuola che deve andare da loro.

Senza toghe o formalismi, l’I.P.E.O.A “Michele Lecce” ha varcato la soglia di una comunità terapeutica. Non per fare una lezione, ma per tendere una mano.

Seduti in cerchio, tra sguardi inizialmente bassi e un silenzio carico di vissuti difficili, il preside ha parlato di laboratori, di profumi di cucina, di arte del ricevere e, soprattutto, di mestiere. Per molti di questi ragazzi, che hanno interrotto gli studi travolti dalle onde di percorsi di vita complessi, la scuola era diventata un ricordo amaro o un obiettivo irraggiungibile.

“Venite da noi, non come ospiti, ma come protagonisti”, è stato l’invito semplice e potente di Talienti. Una giornata per “vedere con i propri occhi, senza l’ansia della prestazione o il peso del giudizio”.

In questo ponte verso il futuro, la figura della dottoressa Valentina Cocuzzi, psicoterapeuta della comunità, è stata fondamentale. Con la sensibilità di chi conosce bene le fragilità dei suoi ragazzi, ha sottolineato l’importanza di questo “accostamento” gentile:

“Uscire dalla routine e vedere una scuola da vicino può aiutarli a immaginare qualcosa di diverso. È importante avvicinarli con rispetto e gradualità. Anche solo una giornata può bastare per far nascere quel seme di fiducia in sé stessi che credevano perduto”.

Il segno più tangibile di questo incontro non è rimasto tra le mura della comunità. I ragazzi, commossi dall’attenzione ricevuta, hanno realizzato un quadro per il preside. Un gesto che racchiude il grazie di chi si è sentito, finalmente, visto e ascoltato.

Quel quadro non è finito in un archivio ma, Luigi Talienti lo ha già appeso nel suo istituto. È lì, ogni giorno, a ricordare a studenti, docenti e passanti che la scuola è davvero tale solo quando è uno spazio di rinascita, capace di trasformare il passato da ostacolo a parte preziosa del proprio cammino.

Exit mobile version