Agricoltura

Olio extravergine in crisi, Palmisano (M5S): «L’Europa intervenga a tutela dei produttori»

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BRUXELLES – La crisi dell’olio extravergine d’oliva approda all’attenzione delle istituzioni europee. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Valentina Palmisano ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo misure urgenti a sostegno di un comparto che sta attraversando una fase particolarmente difficile.

Al centro della richiesta ci sono il rallentamento delle vendite, l’aumento delle giacenze nei magazzini, la crescita dei costi di produzione, la contrazione dei consumi e la forte pressione sui prezzi, fattori che stanno mettendo in seria difficoltà aziende agricole, cooperative e frantoi, soprattutto nelle regioni a maggiore vocazione olivicola come la Puglia.

«L’olivicoltura rappresenta identità, lavoro, economia e tradizione per la Puglia e per tutto il Mediterraneo – sottolinea Palmisano –. Ho chiesto alla Commissione europea se sia pienamente consapevole dell’impatto che questa crisi sta avendo sul reddito dei produttori e quali strumenti intenda attivare per sostenere il settore».

L’eurodeputata invita Bruxelles a valutare misure straordinarie nell’ambito della Politica Agricola Comune e a rafforzare gli strumenti di gestione delle crisi per garantire maggiore stabilità al mercato.

Tra i temi sollevati nell’interrogazione figura anche quello delle importazioni dai Paesi extraeuropei. «Non possiamo continuare a imporre agli agricoltori europei standard rigorosi sul piano ambientale, sanitario e sociale senza pretendere le stesse regole da chi esporta nell’Unione Europea. Il principio di reciprocità deve diventare una priorità», evidenzia.

Palmisano esprime inoltre sostegno all’iniziativa delle Regioni Puglia e Calabria, che hanno chiesto l’apertura di un confronto urgente sulla situazione del comparto oleario.

«Serve un’azione coordinata tra Regioni, Governo e Unione Europea per difendere la competitività dell’olio extravergine italiano e garantire prospettive a migliaia di imprese e lavoratori. Difendere l’olio significa tutelare un patrimonio economico, culturale e identitario che appartiene all’intero Paese», conclude l’europarlamentare.

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