Olio DOP pugliese invisibile online: Dauno e Collina di Brindisi tra i meno cercati d’Italia
Mentre il Gorgonzola cresce del +1.531%, le DOP storiche della Puglia rischiano l'oblio digitale

L’Italia è il Paese europeo con più prodotti a marchio protetto al mondo – 330 denominazioni DOP e IGP censite dal Ministero dell’Agricoltura – ma non tutti i suoi sapori sono ancora vivi nell’immaginario collettivo. Alcuni-come l’olio pugliese- stanno scivolando nel dimenticatoio digitale.
È quanto emerge dall’analisi condotta dalla redazione di Affidabile.org, che ha esaminato l’andamento decennale delle ricerche online su 99 prodotti DOP e IGP italiani (5 per ogni regione, i più antichi per anno di registrazione), incrociando i dati delle visite alle rispettive pagine Wikipedia tra il 2016 e il 2025.
In questo scenario, la Puglia presenta due dei casi più critici.
L’Olio Extravergine Dauno DOP, denominazione che dal 1997 tutela la produzione della provincia di Foggia, ha registrato nel 2025 appena 45 visite medie mensili. L’Olio Extravergine Collina di Brindisi DOP, riconosciuto dal 1996, si ferma a 69 visite medie mensili.
Entrambi rientrano tra i 16 prodotti meno consultati dell’intera analisi nazionale e confermano una tendenza preoccupante per l’intera categoria: 12 delle 16 denominazioni che non superano le 100 visite mensili sono oli d’oliva extravergine DOP.
Un paradosso se confrontato con l’altra faccia della medaglia. Negli ultimi 10 anni i prodotti più cercati sono stati tre formaggi: il Gorgonzola per il Nord Italia con un incredibile +1.531%, il Pecorino Romano per il Centro con +92% e il Fiore Sardo per Sud e Isole con +64%. Al contrario, eccellenze storiche come Mortadella Bologna, Bresaola della Valtellina e Speck Alto Adige hanno perso fino all’80% di interesse online.
“Dati come quelli del Dauno e della Collina di Brindisi non mettono in discussione la qualità del prodotto, ma la sua capacità di intercettare il nuovo pubblico“, si legge nell’analisi. “Siamo di fronte a eccellenze fortemente legate al territorio che faticano a trasformare la loro storia in racconto digitale, ricette, abbinamenti ed esperienze turistiche”.
Un tema particolarmente sensibile per la Capitanata, dove l’olio Dauno rappresenta un patrimonio economico e culturale che coinvolge decine di frantoi e migliaia di ettari tra Tavoliere, Subappennino e Gargano.

