Olio, Comitato Nazionale: “Patto per esaurire le giacenze e garantire la prossima campagna”
In Puglia, Sicilia e Calabria 111mila quintali d’olio Dop, Igp e 100% italiano giacciono invenduti nelle cisterne

BARI – “Il Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo, che unisce la maggioranza delle realtà italiane della filiera, ha preso atto delle proposte illustrate dal governo per salvare il comparto dalla peggiore crisi degli ultimi 20 anni. Chiediamo che le misure annunciate, poiché a rischio default sono sia la prossima campagna olivicolo-olearia dell’autunno sia quella del 2027. Se le azioni prefigurate non dovessero trovare concreta attuazione, il 19 settembre, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari, tutte le realtà del comparto faranno levare alta la voce della protesta in una grande manifestazione che mobiliterà migliaia di olivicoltori e frantoiani”.
Il messaggio dei coordinatori del Comitato è chiaro: tempo per aspettare non ce n’è, occorre agire. Senza azioni reali, tangibili, sarà mobilitazione.
ESAURIRE LE GIACENZE. Circa 111mila quintali d’olio Dop, Igp e 100% italiano prodotto in Puglia, Sicilia e Calabria, vale a dire oltre il 50% della produzione della scorsa campagna olivicola, giacciono invenduti nelle cisterne. “Chiediamo un tavolo di crisi permanente per attivare subito delle misure concrete e d’impatto immediato. Il governo si faccia promotore e garante di un accordo tra il mondo olivicolo-oleario italiano e le cinque principali catene della distribuzione. L’obiettivo è esaurire le giacenze e, al contempo, stabilire entro i primi giorni di settembre un patto che garantisca l’acquisto dell’olio extravergine d’oliva italiano della prossima campagna a un prezzo sostenibile, capace di soddisfare le esigenze della GDO e, al contempo, di assicurare redditività e respiro a OP, aziende olivicole e frantoiani”. “La GDO, inoltre, deve eliminare il sottocosto, perché è una dinamica distorsiva verso il mercato e nei riguardi del consumatore”.
MISURE DI SOSTEGNO. Il Comitato Nazionale, inoltre, ribadisce l’urgenza di una moratoria sui mutui contratti dalle imprese del comparto, l’aumento della soglia inerente al de minimis, sgravi fiscali per chi produce e ha subito gli effetti più impattanti della crisi tuttora in corso. “La cabina di regia sta funzionando, ed è positiva l’accresciuta attenzione ai controlli nei porti e ‘a scaffale’ per prevenire e contrastare le frodi. Ora, però, non bisogna mollare la presa. Queste settimane e le prossime saranno decisive”.
IL BARATRO DEL MENO 40%. “Per produrre un litro d’olio extravergine d’oliva italiano, come da indice dei costi di produzione ISMEA, oggi un produttore spende e investe molto di più di quanto riesca a recuperare. Occorre in media almeno un minimo di 7,5 euro per litro d’olio. Oggi, e da molti mesi ormai, le borse merci stanno registrando un crollo del 40% del prezzo al produttore. Questo dato mostra in tutta la sua drammaticità quanto la ‘giungla’ di un mercato senza reciprocità tra i produttori italiani e i grandi speculatori internazionali, sia nelle regole di produzione che nei parametri qualitativi e di salubrità, stia facendo implodere il nostro comparto olivicolo-oleario”.
GLI ESPOSTI CONTRO LE FRODI. Alle Procure di Bari, Palermo e Catanzaro, a sostegno delle azioni già poste in essere dal Ministro Lollobrigida, il Comitato nazionale ha formalmente presentato degli esposti-denuncia che evidenziano le dinamiche spesso opache attraverso le quali, sul suolo nazionale, sono immesse quantità crescenti di olio a prezzo stracciato proveniente dall’estero. Copia degli esposti-denuncia è stata consegnata nelle mani del Ministro Lollobrigida.
PATRIMONIO A RISCHIO. Più di 600 mila aziende olivicole (825mila con l’indotto), oltre 1 milione di ettari di superficie coltivata, 4.475 frantoi attivi su tutto il territorio italiano, 220 imprese industriali, una produzione nazionale annua che varia da 250mila a 360mila tonnellate, con un fatturato di circa 3,2 miliardi: tutto questo è in pericolo, l’immenso patrimonio olivicolo-oleario d’Italia affronta una crisi epocale a causa di logiche speculative, frodi, dinamiche di mercato spesso opache, interessi di una minoranza di operatori senza scrupoli.

