Una data da segnare sul calendario per la viabilità pugliese. Il prossimo 30 giugno, a Bari, si terrà la consegna ufficiale dei lavori per il primo stralcio della parte A della S.S. 89 “Garganica”. Nello specifico, si tratta del cantiere che collegherà Manfredonia alla zona dell’aeroporto militare di Amendola. Un passo in avanti concreto, atteso da anni, per un’arteria stradale da sempre al centro del dibattito locale per via della sua strategicità e delle sue storiche criticità.

L’annuncio arriva direttamente dal sottosegretario di Stato al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Tullio Ferrante, che ha confermato l’appuntamento alle ore 11:00 presso la sede della struttura territoriale Puglia, in viale Luigi Einaudi a Bari.

“Stiamo lavorando per accelerare i tempi”, ha spiegato Ferrante. “Questo intervento è il primo tassello di un’opera fondamentale per tutta la regione, pensata per garantire sicurezza, accessibilità e per rendere il territorio decisamente più attrattivo”.
Ma lo sguardo è già rivolto anche al futuro della viabilità interna del promontorio. Oltre all’avvio dei cantieri tra Manfredonia e Amendola, il Mit punta a far avanzare i progetti per la cosiddetta Parte B (la Strada a Scorrimento Veloce del Gargano). Al momento, il primo lotto – quello che va da Vico del Gargano a Peschici – è già coperto da un finanziamento di 395 milioni di euro, mentre si attendono i fondi per il secondo tratto, che dovrebbe unire Peschici a Vieste.

La notizia è stata accolta con profondo entusiasmo dall’onorevole Giandiego Gatta, che nei mesi scorsi si era speso in prima persona per fare da ponte tra il territorio e il ministero, promuovendo a Roma un incontro cruciale tra il comitato per la SSV “Garganica” e lo stesso sottosegretario Ferrante.
Per Gatta, la consegna dei lavori del 30 giugno rappresenta una vera e propria svolta. Una nuova pagina che si scrive per il Gargano, con l’obiettivo di dare finalmente risposte reali ai residenti, che chiedono strade più sicure, e ai tantissimi turisti che ogni anno scelgono questa terra, ma che spesso si scontrano con collegamenti complessi e rallentati. Investire sul diritto alla mobilità, d’altronde, resta l’unica vera chiave per non far isolare le comunità e sostenerne lo sviluppo economico.
