Cerignola soffoca. È accaduto di nuovo ieri sera, 2 ottobre, quando una spessa coltre di fumo dall’odore acre ha ricoperto l’intero abitato, rendendo l’aria irrespirabile.
Non una semplice foschia. Dalle 20:30 circa, un odore pungente di bruciato si è diffuso rapidamente in ogni rione: dal Corso al Piano delle Fosse, da Torricelli a San Samuele, fino a Fornaci e alla zona del Tribunale. Una nebbia grigiastra, bassa e densa, che ha costretto centinaia di famiglie a barricarsi in casa.
A preoccupare, oltre al disagio, sono stati gli effetti fisici. Diverse persone hanno segnalato bruciore agli occhi, pizzicore alla gola e difficoltà a respirare. Sintomi compatibili con l’inalazione di fumi derivanti da combustioni illecite.
Sull’origine della nube, al momento, nessuna comunicazione ufficiale. I cittadini indicano le solite aree critiche a ridosso della città, dove da anni si verificano roghi di sterpaglie, rifiuti e materiale di scarto. Un fenomeno che si ripete puntualmente nelle ore serali e notturne, quando i controlli sono minori.
Ora la richiesta è unanime e corale. I residenti chiedono alle autorità competenti – Comune, Arpa Puglia e Vigili del Fuoco – di far luce sulla provenienza dei fumi di ieri e di attivare finalmente controlli serrati sul territorio per impedire che la città torni a vivere notti di veleni.
