Cronaca

Morte di Camilla Di Pumpo, la Cassazione conferma la condanna ma la famiglia dovrà pagare le spese processuali

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FOGGIA – La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria legata alla morte di Camilla Di Pumpo, la giovane di 25 anni deceduta nella notte del 26 gennaio 2022 in un incidente stradale avvenuto a Foggia, all’incrocio tra via Matteotti e via Urbano.

I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai familiari della vittima, confermando così la sentenza della Corte d’Appello di Bari nei confronti di Francesco Pio Cannone, condannato a quattro anni di reclusione per omicidio colposo stradale e falso per induzione.

Secondo quanto emerso nel corso del processo, Cannone viaggiava a bordo di un’Audi A4 con targa prova a una velocità ritenuta molto elevata, stimata intorno ai 90 chilometri orari, quando si verificò il violento impatto con la Fiat Panda guidata da Camilla Di Pumpo. Nell’incidente la giovane riportò gravissime lesioni craniche che si rivelarono fatali. La famiglia della 25enne – la madre Roberta Abbruzzese, il padre Michele Di Pumpo e il fratello Matteo – aveva impugnato la sentenza contestando in particolare la ricostruzione tecnica dell’incidente e il concorso di colpa attribuito alla ragazza.

La Cassazione ha però ritenuto il ricorso “manifestamente infondato”, sostenendo che i giudici di merito avessero motivato in maniera coerente sia sull’eccesso di velocità dell’Audi sia sul comportamento tenuto dalla giovane all’incrocio. A rendere ancora più amaro l’esito della vicenda è stata la decisione della Suprema Corte di condannare i familiari anche al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende. Dopo il deposito delle motivazioni, la madre della giovane ha affidato ai social un duro sfogo: “Ho scoperto la parola distopia”, ha scritto Roberta Abbruzzese, parlando di “un mondo freddo, dove ciò che dovrebbe essere umanità, sentimenti, verità e giustizia diventa irriconoscibile”.

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