Territorio

Monti Dauni, la montagna a metà di Calderoli

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Dopo le proteste, il Ministero rivede il classamento dei comuni montani: alcuni rientrano, molti restano esclusi. In Capitanata la montagna continua a esistere, anche senza riconoscimento ufficiale.

I Comuni di Celenza Valfortore, Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e San Marco La Catola, Rocchetta Sant’Antonio tornano ad essere “montani”. Il Ministero degli Affari regionali, dopo le proteste di Regioni, Anci e Uncem, che avevano chiesto la sospensione della bozza del Decreto per rivisitare i criteri del nuovo classamento,ha fatto marcia indietro e messo mano alla riclassificazione, ma sui Monti Dauni parte dei comuni ancora una volta sono stati esclusi. In Capitanata restano fuori i comuni di Biccari (che ha la montagna più alta di Puglia), Volturino, il cui centro urbano è a 735 metri sul livello del mare, ma anche Orsara di Puglia, Pietramontecorvino, Bovino, Candela, Ascoli Satriano, Casalvecchio di Puglia, Castelluccio dei Sauri, Castelnuovo della Daunia. Per il Gargano, sono stati riclassificati come montani, i comuni di Vieste, Carpino, Cagnano Varano, Peschici, Mattinata, Ischitella. Resta fuori Rodi Garganico.

La nuova legge sulla montagna (DPCM attuativo della Legge 131/2025) ridefinisce i comuni montani basandosi su criteri di pendenza e altitudine, prevedendo che almeno il 25 % del suo territorio supera i 600 m e almeno il 30 % ha una pendenza maggiore del 20 % o ha un’altitudine media maggiore di 500 m, oppure è circondato da comuni montani e ha una media altimetrica di 300 m. Dopo le protese il Ministero ha ritoccato i parametri, abbassando leggermente l’altimetria, ma evidentemente non è bastato.

I Comuni esclusi non potranno accedere ad agevolazioni previste dalla legge 131/2025, quali: fondo per lo sviluppo, incentivi fiscali, credito d’imposta, bonus casa, smart working, sostegno a imprese e servizi.

Esclusi sulla carta, continueranno ad essere, a tutti gli effetti, paesi di montagna. La montanità non è esclusivamente l’altimetria di un singolo comune. “Bisogna guardare al territorio in maniera omogenea” dice Virgilio Caivano, portavoce dell’associazione nazionale Piccoli Comuni “Su questo fronte abbiamo dato battaglia, e certo non ci fermeremo fino a quando la calderonata non sarà modificata. Ma il mio appello – prosegue Caivano – è all’unità. Dobbiamo fare rete, sinergia, solo così riusciremo a dare valore alla voce dei piccoli comuni e delle aree interne”. In Capitanata la montagna continua ad esistere, nonostante la legge e Calderoli.

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