FOGGIA – Dopo il recente crollo dell’Arco di Sant’Andrea nel Salento, scatta l’allerta anche per i faraglioni di Mattinata. A sollevare il caso è l’associazione Italia Nostra – sezione “Gargano terre dell’Angelo” – che parla di rischio imminente per l’iconico Arco di Diomede a Baia delle Zagare.
Secondo l’associazione, già durante i rilievi del 2022 per il consolidamento della falesia era emerso un preoccupante assottigliamento del pilone portante del faraglione, con un’erosione alla base ormai a livelli critici. “Il rischio di crollo non è un’ipotesi pessimistica ma una realtà geologica documentata”, spiegano, sottolineando come le immagini del crollo di Arco di San Felice rappresentino uno scenario che potrebbe ripetersi sul Gargano.
Italia Nostra chiede ora un dibattito pubblico per decidere il futuro dei “giganti di pietra”: intervenire con un consolidamento strutturale, affrontando una complessa sfida ingegneristica, oppure lasciare che la natura faccia il suo corso. “Non è solo una scelta tecnica, ma politica e culturale”, affermano, denunciando la mancata informazione alla comunità locale, agli operatori turistici e agli stakeholder.
Nel mirino anche la Regione Puglia, che con il recente “Progetto Rinascimento” – un piano da circa 16 milioni di euro – ha destinato fondi ad altri comuni del Gargano, senza prevedere interventi per la messa in sicurezza dell’Arco di Diomede. “Il tempo dei segreti è finito – concludono – la politica intervenga prima che un crollo renda ogni confronto inutile”.
