Politica

Manfredonia, Forza Italia contro Casanova: è assente dal territorio

Il circolo sipontino di Forza Italia critica l'europarlamentare Massimo Casanova che aveva espresso fiducia al sindaco Rotice

Durissima replica del circolo di Forza Italia di Manfredonia alla nota con la quale l’europarlamentare Massimo Casanova invitava il sindaco Gianni Rotice ad andare avanti nonostante la crisi politica. Per gli azzurri sipontini Casanova è un ” eurodeputato emiliano della Lega, partito che non ha partecipato nemmeno alle ultime consultazioni amministrative e che ci risulta assente nel territorio di Manfredonia”.

“Ebbene, se l’eurodeputato della Lega fosse un nostro conterraneo  – si legge nella nota – saprebbe che se il centrodestra a Manfredonia esiste ed ha vinto alle ultime comunali è perché Forza Italia ha sempre sostenuto i valori della trasparenza e della partecipazione, del coinvolgimento dei cittadini e del buongoverno.

È proprio per questo, per rispetto a questi nostri valori cardine, che siamo sempre più convinti che il ruolo di Forza Italia all’interno del consiglio comunale di Manfredonia non possa che essere alla opposizione, essendosi incrinato il rapporto di fiducia con il Sindaco, al quale – va ribadito- era stata chiesta una verifica politica rispedita brutalmente e cinicamente al mittente con la defenestrazione del suo vicesindaco Giuseppe Basta e il ritiro della delega alla consigliera Liliana Rinaldi, il tutto all’esito di richiesta di chiarimenti su più iniziative, per ultimo, ma è solo uno dei tanti casi, a Borgo Mezzanone con un progetto plurimilionario, chiarimenti inspiegabilmente negati dal primo cittadino. Da tale diniego è derivata l’astensione di Basta in sede di votazione in giunta comunale. Una legittima, anzi, doverosa richiesta di trasparenza e conoscenza, sanzionata con la “espulsione” del vicesindaco dall’esecutivo.

Al di là della capacità, davvero unica, di Rotice di recitare la parte del martire salvatore della patria, su cui sarà il futuro a dire la sua, resta il fatto che la tanto millantata e decantata “trasparenza” -quella che noi di Forza Italia chiedevamo e continuamo a chiedere su ogni singolo atto amministrativo- resta invece uno slogan propagandato a chi vuole illudersi che tutto vada bene.

Quello che Rotice vuole celare è che questa crisi politica sia nata non solo con le dimissioni misteriose dell’assessore Libero Palumbo del movimento “Città Protagonista “, su cui ci saremmo attesi chiarimenti dal sindaco, mai pervenutici, ma da una nostra richiesta di studiare le carte, perché un amministratore si assume la responsabilità degli atti che vota, ma soprattutto deve valutarli con zelo e attenzione per tutelare l’interesse e il bene della comunità.

Questo significa adempiere con serietà al proprio mandato, nella consapevolezza di incidere sul futuro dei cittadini.

Ad ogni modo, il sindaco adesso ha i numeri per continuare a governare. Che lo faccia e, al di là delle sue fantasiose narrazioni su ciò che è realmente successo, faccia uscire Manfredonia dalla palude stagnante in cui si trova. Per questo abbiamo contribuito a farlo eleggere e questo -al di là delle sue richieste di “soccorso mediatico” anche oltre Regione- dovrà fare”.

Vincenzo D'Errico

Giornalista professionista e scrittore, impegnato a lungo nell’emittenza locale, collaboratore del quotidiano L’Edicola del Sud, direttore della Rivista Filosofia dei Diritti Umani / Philosophy of Human Rights.

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