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Operazione Friends, prime condanne agli esponenti dei clan foggiani “Libergolis” e “Bayan/Papa/Ricci”

Con sentenza in data 01.12.2020, il Giudice per l’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Bari, a conclusione del rito abbreviato, ha inflitto pene rilevanti nei confronti di 8 dei 27 indagati nell’ambito dell’operazione “Friends“, coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia ed effettuata,tra il 2015 e il 2019 in territorio garganico, dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Foggia, dallo S.C.I.C.O. Roma e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari.

In particolare, sono stati condannati il capo del clan lucerino “Bayan/Papa/Ricci, P. A. cl. 1958,(14 anni di reclusione) e i sodali C. F. A., cl. 1958,(anni 6 e mesi 8 di reclusione), P. U., cl. 1954,(anni 5 di reclusione), P. A. V., cl. 1968, (anni 5 e mesi 4 di reclusione) e R. F., cl. 1970 (anni 5 e mesi 4 di reclusione), responsabili per essersi associati tra loro costituendo un’organizzazione dedita all’acquisto, alla detenzione e alla cessione di sostanze stupefacenti di vario tipo, tra cui marijuana, hashish e cocaina.

È stato, altresì, condannato L- L., cl. 1987, (anni 7 e mesi 4 di reclusione), partecipe del clan Li Bergolis” e ritenuto responsabile per essersi associato alla predetta organizzazione armata dedita all’acquisto, alla detenzione e alla cessione di sostanze stupefacenti di vario tipo, tra cui hashish e cocaina. Inoltre, sono state inflitte pene anche a D. E. L., cl. 1960, (anni 2 e mesi 2 di reclusione ed euro 6.000,00 di multa) e a P. M., cl. 1984, (anni 1 e mesi 8 di reclusione ed euro 1.670,00 di multa) ritenuti responsabili, rispettivamente, il primo di aver custodito per conto dell’organizzazione criminale lucerina 2 pacchi di hashish precedentemente acquistati da esponenti del clan “Li Bergolis” e il secondo di aver ceduto cocaina ad un sodale del predetto clan.

In più, il Tribunale ha disposto: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici nei confronti dei suddetti P. A., C. F. A., L. L., P. U., P. A. V. e R. F.; la confisca dei beni sequestrati ai menzionati Coccia e Pietrosanto (immobili, quote societarie, autovetture e rapporti finanziari); la libertà vigilata a carico del citato P. A. per la durata di anni tre, da espiare all’esito dell’esecuzione della pena. 

I soggetti ora condannati erano stati attinti – unitamente ad altre 16 persone, tra cui figura anche Enzo Miucci (cl. 1983), detto”u criatur“, capo del clanLi Bergolis“,per cui continua il processo penale – da misura cautelare personale nel mese di novembre 2019, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione illegale di armi.

L’intervenuta sentenza di condanna testimonia l’efficacia dell’azione repressiva, posta in essere diuturnamente da questa Direzione Distrettuale Antimafiain sinergia con le Forze di polizia, al fine di debellare la perniciosa presenza della criminalità organizzata nel territorio dauno.

Redazione

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