Antimafia

Mafia foggiana, l’allarme di Melillo: “Situazione più grave che in Sicilia occidentale e Calabria”

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FOGGIA – «La situazione a Foggia è persino più grave di quella che si registra nella Sicilia occidentale o in Calabria». È il duro monito lanciato dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo dopo il blitz eseguito all’alba dell’11 maggio, che ha portato a 21 arresti per estorsioni e omicidi legati alla criminalità organizzata.

Secondo Melillo, nel territorio foggiano non si sarebbe ancora verificata «una rottura aperta e definitiva del patto di omertà» che continua a caratterizzare i rapporti tra clan mafiosi e vittime delle attività criminali. Il magistrato ha inoltre invitato a non considerare il fenomeno mafioso soltanto come un problema di ordine pubblico. «La violenza e l’intimidazione sono solo una parte del problema – ha spiegato – perché dietro omicidi ed estorsioni esistono strategie criminali molto più articolate, legate all’espansione economica e agli interessi affaristici delle organizzazioni mafiose».

Parole che rilanciano l’allarme sulla forza e sulla capacità di infiltrazione della mafia foggiana, definita sempre più strutturata e radicata nel tessuto economico del territorio.

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