CronacaPolitica

Lucera, bando lampo per la gestione privata dell’Anfiteatro e della Fortezza a tre mesi dalle elezioni

La Giunta comunale ha avviato una procedura per la gestione privata dei due monumenti. La lista civica della società proponente sosterrà la ricandidatura del sindaco Pitta

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In seguito alla tacita approvazione della Delibera n. 53 del 10 marzo scorso da parte della Giunta Pitta, senza il preventivo passaggio al vaglio del Consiglio, il Comune di Lucera ha avviato la procedura di Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP), prevista dall’art. 134, comma 2, del D.Lgs. 36/2023. L’iniziativa è finalizzata all’individuazione di un soggetto privato cui affidare la gestione, la promozione e la valorizzazione dei principali luoghi della cultura rappresentati dalla Fortezza svevo-angioina e dall’Anfiteatro augusteo, con l’obiettivo di incrementarne la fruizione pubblica, sviluppare attività culturali, educative e didattiche, rafforzare l’attrattività turistica del territorio e favorire la partecipazione della comunità locale.

Il partenariato avrà una durata iniziale di tre anni, decorrenti dalla data di sottoscrizione dell’accordo e dalla redazione del verbale di consegna funzionale dei beni. È ammesso un solo rinnovo, per un periodo non superiore a due anni, subordinato a una serie di verifiche e a una valutazione espressa da parte dell’amministrazione comunale.

Non si tratta di un appalto né di una concessione, ma di una forma di collaborazione “speciale” pubblico-privata: il Comune manterrà pieno controllo e proprietà dei beni, mentre il partner contribuirà alla gestione e alla valorizzazione delle attività culturali. Non sono previsti diritti esclusivi né il trasferimento dei principali ricavi, come quelli derivanti dalla biglietteria.

La Fortezza resterà di proprietà comunale, mentre l’Anfiteatro continuerà a essere un bene culturale appartenente al demanio dello Stato, nella disponibilità funzionale del Comune di Lucera in forza della convenzione sottoscritta il 23 luglio 2025 con Puglia Culture.

Il bando, pubblicato il 12 marzo sull’Albo pretorio e sul sito istituzionale del Comune, con scadenza fissata al 25 marzo, è aperto a enti del Terzo settore, imprese sociali, operatori economici, associazioni, fondazioni e altri soggetti pubblici o privati operanti nei settori della cultura, del turismo, della promozione territoriale e della valorizzazione del patrimonio culturale.

Le proposte saranno oggetto di valutazione comparativa da parte di una commissione tecnica composta da esperti con adeguata competenza tecnico-amministrativa, nominata con apposito provvedimento dirigenziale dall’amministrazione comunale. La valutazione avverrà sulla base di criteri qualitativi e dell’attribuzione di punteggi relativi ai requisiti di capacità organizzativa. Non sarà tuttavia formata alcuna graduatoria tra le proposte pervenute, né l’attribuzione dei punteggi comporterà una graduazione formale dei partecipanti.

Tredici giorni disponibili, meno di due settimane per elaborare e presentare un solido programma culturale, un prospetto economico sostenibile e una proposta gestionale all’altezza dei due gioielli della città federiciana.

La stessa amministrazione motiva la scelta alle «restringenti tempistiche» legate al bando regionale PR Puglia 2021–2027, Azione 8.7 FESR, che finanzia progetti per valorizzare e innovare i luoghi culturali pubblici non statali in Puglia, migliorandone accessibilità, servizi e fruizione, e assegna punteggi premiali a chi dispone già di un accordo di partenariato attivo.

Il bando regionale, inizialmente in scadenza il 30 marzo, nella giornata di ieri è stato tuttavia prorogato al 30 aprile per favorire una più ampia partecipazione. Su oltre 120 candidature presentate, sono già 20 i progetti ammessi a finanziamento, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Al di là delle motivazioni ufficiali, resta un aspetto non trascurabile: l’avviso regionale era stato pubblicato il 29 settembre 2025, offrendo circa sei mesi per la presentazione delle proposte, diventati adesso sette con la proroga. Un arco temporale tutt’altro che limitato. Da qui l’interrogativo sulle ragioni di un bando comunale così repentino: o il soggetto proponente ha impiegato mesi per predisporre il dossier, oppure ha pianificato l’avvicinarsi della scadenza regionale, inducendo l’amministrazione a un bando repentino che, giocoforza, restringe drasticamente la platea dei potenziali partecipanti.

Difatti l’iter, come emerge dall’atto di indirizzo della Giunta, prende avvio da una proposta tramite PEC con un fascicolo di ben oltre 140 pagine inviata a Palazzo Mozzagrugno il 23 febbraio scorso (prot. n. 9063), mai pubblicata, non allegata agli atti pubblici, né resa accessibile ai cittadini sul sito.

Così come, dopo i primi tumulti cittadini, ora le delibere, determine e ordinanze sono disponibili e scaricabili solo dall’albo pretorio.

Il nome del proponente, seppur lapalissiano ai più, compare esplicitamente solo nella Determinazione n. 39 del 12 marzo 2026, ed è quello della Lux Cereris – Cooperativa di Comunità: impresa sociale, non a scopo di lucro volta alla valorizzazione del territorio e alla promozione di attività culturali, turistiche e sociali.

La cooperativa, presieduta da Gianni Finizio, è nata il 5 agosto 2024 dal progetto partecipativo Patrimoni Generativi dell’APS Cinque Porte Storiche Città di Lucera.

Anche in questo caso, apparentemente, nulla di anomalo, se non fosse per il contesto politico in cui la vicenda si incastra, a pochi mesi dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.

La cooperativa, a dire il vero, svolge anche un ruolo di riferimento sul piano politico per il movimento civico SìAmo Lucera, di cui Finizio ne è referente, recentemente resuscitato secondo le scritture elettorali a sostegno della ricandidatura del sindaco uscente Giuseppe Pitta. E non è inoltre difficile ipotizzare una possibile candidatura dello stesso Finizio al Consiglio comunale, come già avvenuto nel 2020 quando sostenne la candidatura di Fabrizio Abate.

Nel comunicato di presentazione del 6 febbraio scorso, la compagine civica descrive la cooperativa come uno «strumento vivo di rinascita che metterà insieme competenze, sogni, lavoro e progettualità», capace di «generare occupazione, valorizzare i talenti locali, trasformare il patrimonio storico e culturale in risorsa economica attraverso il turismo esperienziale, la cura del territorio e la promozione dell’identità lucerina in chiave moderna».

Dal fronte dell’opposizione, i consiglieri di minoranza del gruppo Noi per LuceraVincenzo Checchia, Francesca Niro, Francesco Aquilano e Pasquale Colucci — insieme alla consigliera di Azione Rossella Travaglio e al consigliere di maggioranza Antonio Dell’Aquila del PD (partito che sostiene la ricandidatura di Pitta), hanno stigmatizzato, con un comunicato stampa congiunto, le modalità del procedimento avviata dalla Giunta, contestando l’assenza di un confronto preventivo in Consiglio.

Nel documento si evidenzia la necessità di «rivedere i tempi della procedura, così da consentire una partecipazione più ampia e qualificata da parte degli operatori del settore» e si sottolinea come decisioni di questo tipo debbano essere assunte «con tempi adeguati, massima trasparenza e il coinvolgimento delle migliori competenze disponibili».I consiglieri hanno inoltre aggiunto che, in assenza di una revisione della procedura, valuteranno «l’opportunità di presentare segnalazioni agli organi competenti, tra cui la Corte dei Conti e l’ANAC, affinché possano verificare la correttezza dell’iter amministrativo».

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