Liste d’attesa, la proposta di Cera: “Presentata legge per attivare percorso di tutela, i cittadini non possono più aspettare”
Il consigliere regionale insiste sulla necessità di tutelare il diritto alla salute

“La tutela del diritto alla salute non può più essere oggetto di propaganda, né può restare ostaggio di inefficienze croniche che da oltre vent’anni penalizzano i cittadini pugliesi. Per questo ho depositato una proposta di legge che istituisce un vero e proprio percorso di tutela per garantire che le prestazioni sanitarie vengano erogate entro i tempi massimi previsti a livello nazionale”, parte con questo provvedimento, dalle implicazioni più che positive per la salute e la qualità della vita dei cittadini, la terza legislatura del consigliere regionale Napoleone Cera.
La normativa statale riconosce e salvaguarda questo diritto da più di venticinque anni ma in Puglia è rimasta lettera morta. La gestione delle liste d’attesa, nonostante leggi, piani regionali e atti amministrativi, continua a scaricare sull’assistito le conseguenze delle inefficienze del sistema: ritardi, costi e disuguaglianze territoriali.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un problema atavico che il governo regionale di centrosinistra, da oltre due decenni alla guida della Puglia, non è riuscito a risolvere in modo strutturale. Le recenti dichiarazioni del nuovo governatore Antonio Decaro – per quanto ricche di annunci – sembrano muoversi ancora una volta nella direzione dell’emergenza, non della riforma. Misure tampone che non cambiano la sostanza di un sistema che continua a non garantire davvero i cittadini. Basti pensare che oggi, al netto delle richieste urgenti, chiunque si rechi al Cup, ad esempio, della Asl Foggia per prenotare una Tac con o senza contrasto o una risonanza encefalo si ritroverà un appuntamento all’ospedale di San Severo fissato per fine febbraio 2027, vale a dire tra più di un anno, mentre all’ospedale di Cerignola per il 5 novembre prossimo.
Non va meglio per l’ecoaddome: il primo giorno utile a San Severo è a fine gennaio 2027, a Cerignola tra agosto e settembre di quest’anno. A Manfredonia invece non c’è nemmeno la copertura ospedaliera considerato che di questi esami si occupa un privato accreditato. Al policlinico Riuniti invece una Tac cranio con contrasto verrebbe fissata a gennaio 2027, così come una risonanza, sia con che senza contrasto. In caso di eco-addome gli appuntamenti richiesti oggi sarebbero fissati a luglio 2026. In altre parole, i tempi d’attesa sono ancora inaccettabili lasciando i cittadini senza risposte”.
La proposta di legge del consigliere Cera interviene proprio su questo vuoto: definisce con chiarezza quando e come l’assistito può attivare il percorso di tutela, stabilisce obblighi precisi per le Aziende sanitarie, introduce strumenti di trasparenza, monitoraggio e responsabilità.
Nel dettaglio, Il percorso di tutela consiste nell’insieme delle procedure organizzative e gestionali che Aziende e Enti del Servizio sanitario regionale dovranno attivare al fine di garantire all’assistito l’erogazione delle prestazioni sanitarie qualora non sia possibile assicurarne l’accesso nei tempi massimi di attesa attraverso i canali ordinari di prenotazione. Il percorso di tutela, ove la legge dovesse essere approvata, diverrebbe parte integrante del sistema regionale di governo delle liste di attesa. Nell’impianto normativo approntato dal consigliere il percorso di tutela si applicherà alle prestazioni di primo accesso di specialistica ambulatoriale e di diagnostica strumentale. Sono escluse le prestazioni di controllo, follow-up e quelle ricomprese nei percorsi di presa in carico già avviati dalla struttura erogante. La struttura che effettua il primo accesso garantirà la continuità assistenziale dell’assistito secondo gli indirizzi regionali.
“Non un proclama ma una cornice normativa certa, finalmente vincolante, che mette il cittadino al centro e non più ai margini del sistema – chiarisce il consigliere -. Per troppi anni la Puglia ha assistito a cambi di rotta annunciati e mai compiuti, piani operativi rimasti sulla carta e promesse che non hanno prodotto risultati. È tempo di un cambiamento vero, concreto e verificabile. La salute non può aspettare ancora”.
Con questa proposta, Cera intende affermare una volta per tutte un principio semplice: “I tempi massimi di attesa non sono un’indicazione, ma un diritto. E la Regione ha il dovere di garantirli davvero”.