Lavoro e inclusione in Puglia: il sistema di collocamento mirato pugliese chiude il bilancio in positivo
Nel 2025 crescono gli iscritti e migliorano anche gli inserimenti mirati per le persone con disabilità e delle altre categorie protette (Legge 68/99)

Si è chiuso con un segno positivo il bilancio 2025 per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità in Puglia. I dati dell’ultimo Report di monitoraggio, elaborato dalla Sezione Politiche e Mercato del Lavoro, confermano la tenuta e il miglioramento del sistema rispetto all’anno precedente, con segnali incoraggianti sulla qualità dell’occupazione creata.
IL CONFRONTO 2024-2025: PIÙ QUALITÀ NELL’OCCUPAZIONE
Il dato più significativo emerge dal confronto diretto con il 2024 sugli avviamenti lavorativi. Nel 2025, il numero complessivo di avviamenti per chiamata nominativa (persone con disabilità) è salito a 1.094 unità, rispetto alle 1.053 dell’anno precedente. Ma è la qualità dei contratti a segnare il passo avanti più importante:
● Contratti a tempo indeterminato cresciuti da 384 (2024) a 426 (2025): + 10,9%;
● Contratti a tempo determinato passati da 626 a 664:+ 6,07
● Tirocini in calo da 43 a 15, segnale che le aziende stanno puntando maggiormente su rapporti di lavoro effettivi piuttosto che su misure formative temporanee: – 65%
“I dati sull’occupazione delle persone con disabilità e più in generale delle categorie protette dell’anno 2025, in aumento per il secondo anno consecutivo, non solo richiedono un forte plauso per il lavoro che la nostra Agenzia per le Politiche attive del lavoro Arpal ha fatto, sta facendo e farà, ma sono l’espressione tangibile di come si può fare servizio pubblico facendo sì che un obbligo di legge (quello della legge 68/99) diventi sempre di più espressione di un’alleanza tra imprese e Amministrazione regionale, per generare occupazione utile alle imprese e ai cittadini meno fortunati che non riescono ad autodeterminarsi a causa di barriere fisiche e psicologiche che la natura gli ha dato e delle quali la macchina pubblica deve farsi carico per non lasciare nessuno indietro” – dichiara l’Assessore allo Sviluppo economico e lavoro Eugenio Di Sciascio.
“Abbiamo scelto un modello organizzativo curvato prioritariamente su chi ha difficoltà ad autodeterminarsi, puntando sulla qualità che una persona con disabilità o più in generale una categoria protetta innesta all’interno del luogo di lavoro in cui opera, smorzando la percezione dell’obbligo di legge di cui alla Legge 68/1999 ed evolvendola nel regime delle opportunità per le imprese – ha sottolineato il Direttore ARPAL Puglia, Gianluca Budano – Questa scelta ha funzionato e non possiamo che proseguire sulla strada che abbiamo percorso negli ultimi due anni. Con il “Repertorio delle prestazioni eccellenti rese dalle persone con disabilità” su cui stiamo lavorando con il nostro Comitato scientifico il collocamento mirato in Puglia cambierà volto, evidenziando come un’organizzazione che funziona, una PA che funziona crea benessere a tutti e a tutte”.
EFFICIENZA DEL SISTEMA: IL NODO DELLE “SCOPERTURE”
Il 2025 si è distinto anche per la capacità di risposta del sistema ai fabbisogni aziendali. Il report evidenzia una riduzione delle “scoperture residue” (i posti riservati per legge rimasti vacanti a fine anno), in particolare negli ambiti di Bari e BAT per quanto riguarda le aziende private. Territori come Brindisi e Lecce hanno raggiunto un livello di saturazione quasi totale, con un numero di posti vacanti residui prossimo allo zero (rispettivamente 3 e 31 unità per le persone con disabilità), a fronte di un elevato numero di inserimenti effettuati (134 a Brindisi e 233 a Lecce).
ISCRIZIONI E PLATEA
Se da un lato il flusso di nuove iscrizioni nel 2025 (7.666 unità) ha subito una fisiologica flessione rispetto al picco del 2024, lo stock complessivo degli iscritti è aumentato, raggiungendo quota 103.207 persone con disabilità. L’analisi dei dati mostra che la maggior parte dei nuovi iscritti presenta un’invalidità civile inferiore all’80%, ma resta alta l’attenzione per le disabilità più complesse, che richiedono servizi di supporto sempre più personalizzati.
“L’analisi complessiva dei dati,” si legge nelle conclusioni del Report, “mostra una situazione caratterizzata da risultati sostanzialmente positivi ed in progressivo miglioramento, frutto dell’intensa attività di promozione, supporto e controllo svolta dalla rete dei servizi pubblici per l’impiego”. Permangono margini di miglioramento, in particolare per favorire l’inserimento delle persone con disabilità più complesse (psichiche o intellettive), per le quali si auspica un maggiore ricorso agli strumenti convenzionali e al supporto delle cooperative sociali.