La comunità di Cerignola si prepara alla solennità del Venerdì Santo
Il corteo funebre che accompagna Gesù Morto parte dalla Chiesa del Purgatorio

Ci sono riti solenni che, rinnovandosi ogni anno, aiutano a rafforzare l’identità e l’appartenenza di una comunità.
Uno di questi-almeno per quanto riguarda Cerignola- è quello del corteo funebre del Venerdì Santo, in cui il simulacro di Cristo Morto, adagiato in una bara di vetro scoperta, viene trasportato dai portantini con volto incappucciato per le vie cittadine.
Nel medesimo corteo c’è anche la statua della Madonna dell’Addolorata nel suo elegante abito nero ed il cuore trafitto dal dolore, che segue il Figlio morto per la salvezza dell’umanità.
Si tratta di una processione molto solenne, che parte dall’antica Chiesa restaurata del Purgatorio, ubicata nel cuore del centro storico cittadino.
L’inizio del corteo è previsto alle ore 21.30. Una delle figure più suggestive legate a questo Rito del Venerdì Santo è quella del Cireneo (nella tradizione popolare denominato Cristo Rosso), che non rappresenta soltanto l’uomo che aiuta Gesù a portare la croce sino al monte Golgota (dove poi viene crocifisso), ma è anche il simbolo di una comunità (quella cerignolana) che porta i segni della lotta per la rivendicazione dei diritti dei lavoratori.
Sul “Cristo Rosso” sono stati svolti studi storici e sociologici, alcuni dei presentati più volti nella città ofantina dal prof. Roberto Cipriani.
Il corteo, silenzioso e composto, attraversa le vie cittadine a tarda serata, ma è sempre molto seguito da giovani e meno giovani. I bambini continuano ad incantarsi dinanzi all’incedere del Cristo Rosso con la croce in spalla, molte persone, ferme sui marciapiedi durante il tragitto, piangono e affidano a Gesù Morto e alla Madonna le loro preghiere.
Nei giorni che precedono il Venerdì Santo tutto sembra fermo, immobile, in attesa che l’urlo di dolore di Gesù sulla croce squarci le tenebre, conducendo anche chi non crede in una rinascita luminosa: la Santa Pasqua.
Foto: Gaetano Massaro

