Infortuni in edilizia, in Puglia nel 2025 aumentano le denunce.
Savino (Fillea Cgil): serve svolta vera su sicurezza e legalità con patente a punti per imprese, procura nazionale, patrocinio gratuito e applicazione dei contratti dell’edilizia

BARI – Nel 2025 in Puglia, secondo i dati Inail, sono cresciute le denunce di infortunio sul lavoro nel settore delle costruzioni: 1.807 contro 1.745 (+3,55%). Un dato in controtendenza con quello generale regionale contraddistinto da 27.973 denunce, numero in leggero calo rispetto al 2024 (-0,64%). Nello stesso anno, sempre nel settore edile, gli infortuni mortali sono passati da 10 a 8.
«Il dato sconvolge ma purtroppo non sorprende più – dichiara Ignazio Savino, segretario generale Fillea Cgil Puglia – l’edilizia, dopo l’agricoltura, si conferma essere il comparto più a rischio in tema di salute e sicurezza. Nei cantieri si continua a morire e a infortunarsi come nel passato e le cause ricorrenti sono sempre le stesse, a partire dalle cadute dall’alto e dagli incidenti legati ai carichi sospesi».
Per la Fillea Cgil Puglia servono scelte nette, a partire dagli appalti pubblici: «Chiediamo una patente a punti vera per le imprese che sanzioni chi non adotta le dovute misure di sicurezza, invece della patente “a crediti” come quella istituita dal Governo. Uno strumento che escluda davvero dai bandi e dai fondi pubblici le aziende che si dimostrano. Le risorse pubbliche devono premiare chi rispetta le regole, non chi taglia su formazione, dispositivi e tutele sul lavoro», prosegue Savino.
«Serve inoltre l’istituzione di una Procura nazionale sugli infortuni sul lavoro, che garantisca tempi celeri e un quadro di giurisdizione omogeneo, evitando che lo spostamento della sede aziendale diventi un modo per sfuggire alle responsabilità. E, per tutelare davvero chi resta, chiediamo il patrocinio legale gratuito ai familiari delle vittime: non è accettabile che, oltre al dolore, debbano subire il peso economico dei processi, a volte fuori dalla loro portata economica». Infine, la prevenzione deve tornare ad essere un obbligo reale nei cantieri: «Chiediamo l’applicazione dei contratti collettivi nazionali dell’edilizia e la relativa formazione per chiunque acceda ai cantieri, indipendentemente dall’azienda di appartenenza. È l’unico modo per contrastare dumping, irregolarità e improvvisazione che alimentano gli infortuni», conclude Savino. (foto https://fondamenta.edilizianamirial.it)

