Influenza, crediti: Leksykon Zdrowia

Influenza: 100.000 casi in più rispetto alla scorsa settimana

Registrato un brusco picco dei casi di influenza nella seconda settimana di ...

Foggia Reporter

Registrato un brusco picco dei casi di influenza nella seconda settimana di gennaio, lo riporta il bollettino InfluNet a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Da quanto si apprende sono state 431.000 le persone allettate dal virus dell’influenza, centomila in più circa rispetto alla settimana precedente, la prima del mese di gennaio (se ne contavano infatti 320.000).

In toto, dall’inizio del servizio di sorveglianza, sono 2.246.000 i casi registrati: i soggetti maggiormente interessati sono i bambini al di sotto dei cinque anni di età, categoria nella quale si osserva un’incidenza pari a 15 casi per mille assistiti, una bella percentuale rispetto al 7,1% dei casi per mille assistiti della popolazione in generale. L’Istituto Superiore di Sanità fa sapere che le regioni in cui si è registrato il più alto numero di casi sono quelle del Centro e Sud Italia e vale a dire, nel dettaglio, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia.

Dati sull’incidenza in Italia

Mediamente, l’influenza colpisce ogni anno l’8% della popolazione italiana, e si mantiene dunque su un livello decisamente intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, quando venne registrato infatti il minimo storico di attività influenzale, vale a dire del 4%, e quello osservato nella stagione 2004-2005, in cui invece l’incidenza raggiunse il livello massimo dall’avvio del programma di sorveglianza, partito nel 1999, e cioè il 12%.

Stando poi ai dati relativi, raccolti nelle diverse stagioni influenzali, la curva epidemica sembra raggiungere -generalmente – il picco all’inizio del mese di febbraio, colpendo soprattutto la popolazione in età pediatrica (in particolare le fasce di età coinvolte sono 0-4 anni e 5-14 anni), con un’incidenza cumulativa che decresce all’aumentare dell’età, raggiungendo dunque il suo valore minimo negli ultra 64enni.

Non per questo però va abbassata la guardia, perché i casi severi e le complicanze dell’influenza sono decisamente frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio. Va tenuto a mente che i casi gravi di influenza, naturalmente, possono manifestarsi anche in persone sane, che non rientrano in alcuna delle categorie citate, motivo per il quale raccomandiamo la lettura di questa pagina, a cura del Ministero della Salute: “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019″.

Non sottovalutare il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione

Come abbiamo già avuto modo di ribadire in questo articolo, non dobbiamo sottovalutare il ruolo dell’alimentazione: frutta, verdura, latte, uova e probiotici come yogurt, formaggi, miele e l’aglio; quest’ultimo infatti contiene l’allicina, sostanza fondamentale nella prevenzione. Tra le verdure si raccomandano quelle di stagione ricche di vitamina A come spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchinecarote cipolle.

Ne avevamo già parlato in occasione del monito lanciato da Coldiretti circa lo scarso consumo di ortofrutta in età infantile: “In quasi un caso su quattro i bambini non consumano ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno. Alla Puglia va la maglia nera per il consumo di frutta e verdura con il 5,9% dei residenti che ne consuma 5 porzioni quotidiane, abitudini sbagliate che alimentano la carica di persone in sovrappeso (33.1%) e di obesi (12.1%) e una maggiore debolezza rispetto ai malanni di stagione. Grazie al successo della medicina anti-aging e del superfood, prima i frutti del melograno per esempio erano relegati ad elementi decorativi in cucina oggi sono richiestissimi sui mercati con un balzo dei consumi dal 2014 ad oggi del 30%. La quasi totalità della produzione italiana si concentra in Puglia, dove insiste circa il 60% della superficie coltivata” – spiego categoricamente la Coldiretti nel suo rapporto.