MILANO – L’omelia dell’arcivescovo di Foggia, monsignor Giorgio Ferretti, pronunciata alla vigilia di Ferragosto in occasione della processione della Madonna dei Sette Veli, è finita al centro di un articolo pubblicato da Il Giornale, che dedica ampio spazio alle parole del presule sull’accoglienza dei migranti. Il quotidiano inserisce l’intervento di Ferretti in una più ampia riflessione sulle omelie pronunciate da alcuni vescovi italiani in occasione della festività dell’Assunta, sostenendo che in alcuni casi la predicazione religiosa abbia assunto contenuti riconducibili a temi e sensibilità proprie del dibattito politico contemporaneo.
Nel caso di Foggia, Il Giornale definisce quella di Ferretti una sorta di “omelia-invettiva”, sottolineando in particolare il passaggio dedicato all’accoglienza dei migranti. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’arcivescovo avrebbe invitato la comunità foggiana a fare di più, sostenendo che l’accoglienza non possa essere considerata un compito secondario o affidato esclusivamente ai volontari. Ferretti avrebbe richiamato la parabola del Buon Samaritano, sottolineando il valore di un soccorso prestato senza condizioni e senza la necessità di chiedere preventivamente un documento di identità. Un richiamo che, nell’interpretazione del quotidiano, sarebbe stato rivolto anche alla situazione degli stranieri presenti nel territorio foggiano.
L’arcivescovo avrebbe inoltre ricordato le condizioni di persone costrette a lasciare i propri Paesi a causa di guerre, povertà e cambiamenti climatici, insistendo sul concetto secondo cui la responsabilità dell’accoglienza riguarderebbe l’intera comunità. Un altro passaggio citato nell’articolo riguarda il “tribunale di Cristo”, davanti al quale, secondo Ferretti, i cristiani saranno chiamati a rispondere anche del modo in cui avranno saputo accogliere chi si trova in condizioni di difficoltà. Il quotidiano osserva inoltre come, nella festa patronale foggiana di quest’anno, le parole dell’arcivescovo siano arrivate in un momento particolarmente delicato per la città, segnato anche dalle polemiche per la mancanza delle luminarie tradizionalmente associate ai festeggiamenti per la Madonna dei Sette Veli.
