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Il Comune di Lucera partecipa in extremis al bando PR Puglia 2021–2027 senza partenariato: a rischio i finanziamenti

Procedura PSPP ancora aperta dopo il bando-lampo avviato a due mesi dalle amministrative

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Lo scorso giovedì 30 aprile, alle ore 12, sono scaduti i termini per partecipare al bando regionale PR Puglia 2021-2027, dedicato alla valorizzazione e all’innovazione dei luoghi culturali pubblici non statali in Puglia.

Al bando era legato l’avviso pubblico del Comune di Lucera, indetto il 12 marzo (a due mesi dalle amministrative), per individuare un partner privato cui affidare, tramite Partenariato Speciale Pubblico-Privato, la gestione dell’Anfiteatro Augusteo e della Fortezza Svevo-Angioina.

L’avviso comunale nasce da una proposta progettuale della cooperativa Lux Cereris il cui ormai ex presidente, Gianni Finizio, è candidato consigliere comunale con la sua lista civica SìAmo Lucera, all’interno della coalizione del sindaco uscente Giuseppe Pitta — presentata il 23 febbraio a Palazzo Mozzagrugno. La raccolta delle candidature si è conclusa il 10 aprile, dopo una prima scadenza fissata al 25 marzo e poi prorogata di circa due settimane, anche in seguito allo slittamento dell’avviso della Regione Puglia di riferimento, inizialmente previsto per il 30 marzo.

Il bando regionale prevede punteggi premiali per i soggetti che dispongono già di un partenariato attivo con un operatore privato. In questa direzione si era mossa inizialmente l’Amministrazione Pitta, con l’obiettivo di accedere a finanziamenti fino a 5 milioni di euro per interventi sull’Anfiteatro.

Il sito, di proprietà del demanio dello Stato ma nella disponibilità funzionale del Comune, è regolato da una convenzione siglata nel luglio 2025 con il Ministero della Cultura nell’ambito di Puglia Culture.

Al momento, l’Anfiteatro è inoltre interessato da lavori di ampliamento avviati nel 2024 grazie a fondi PNRR (ciclo 2021–2026) per circa 1,65 milioni di euro.

Tuttavia, con la delibera n. 91 pubblicata il 30 aprile sul sito istituzionale del Comune, la Giunta Pitta — affiancata dal segretario generale Gianluigi Caso — ha dato l’autorizzazione al progetto di completamento del restauro dell’Anfiteatro, per circa 2,5 milioni di euro, da candidare al bando regionale.

Nell’atto di indirizzo si legge però che l’avviso pubblico per il PSPP «è tuttora in corso di svolgimento».

La commissione di valutazione si è riunita lunedì 20 aprile per avviare l’esame delle tre proposte pervenute. Resta però il silenzio sui proponenti: il provvedimento di nomina non ne riporta i nomi, e di conseguenza, neppure la provenienza.

Non solo. La composizione della commissione è stata resa nota soltanto a posteriori: la determina n. 72, firmata il 17 aprile dal segretario Caso, è stata pubblicata il 21 aprile, il giorno successivo alla riunione.

Lo stesso Caso ha assunto anche il ruolo di presidente. Con lui, il dirigente del Patrimonio Pietro Savoia e due rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia: l’architetta Viviana Baldassarre e l’assistente amministrativa Raffaella Campagna. Previsto un compenso complessivo di 1.200 euro.

Fino a pochi giorni prima, l’esito appariva imminente: in attesa della pubblicazione formale del responso, si dava ormai per certo che il nucleo di valutazione avesse già espresso un giudizio e individuato il soggetto cui affidare la gestione dei due monumenti lucerini, passaggio chiave per la stipula dell’accordo e l’inserimento del partner nella candidatura al bando regionale.

Insomma, complice l’urgenza legata alle scadenze del bando regionale e con la selezione del partner tramite PSPP non ancora formalizzata — e quindi senza poter beneficiare dei punteggi premiali previsti — il Comune ha scelto di candidare il progetto relativo all’Anfiteatro sul filo di lana, puntando sulla cooperazione con la Soprintendenza.

Un passaggio già formalizzato: all’albo pretorio è stata pubblicata la delibera n. 84 del 28 aprile, con cui l’amministrazione prende atto della convenzione già in essere tra Comune e Soprintendenza per la gestione e la valorizzazione del sito.

C’è poi un aspetto rilevante da evidenziare.

Il bando regionale è strutturato con una procedura “valutativa a sportello”:

le domande vengono esaminate in ordine cronologico, ma sottoposte anche a valutazione di merito, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

In questo quadro, la tempestività diventa determinante.

Tradotto: aver presentato la candidatura in extremis riduce sensibilmente le possibilità del Comune di Lucera di ottenere il finanziamento.

Una scelta che rischia di indebolire le motivazioni alla base del bando-lampo, giustificato dall’amministrazione con le «restringenti tempistiche» legate all’avviso regionale di riferimento, pubblicato già a settembre 2025, che concedeva circa sette mesi per la presentazione dei progetti.
Ora il tema è destinato a tornare al centro del dibattito pubblico, complice anche la competizione politica in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio.

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