Herdonia: la “Pompei di Puglia” tra abbandono e rinascita

Il sito archeologico a pochi km da Cerignola torna al centro del dibattito nazionale con l'articolo de La Repubblica

C’è un cartello marrone sulla Statale 16 che la annuncia. A pochi chilometri da Cerignola, sulla collina a sud-ovest di Ordona, giace uno dei siti archeologici più importanti del Mezzogiorno: Herdonia, l’antica città romana che gli studiosi hanno definito la “Pompei di Puglia“.

Da oltre un quarto di secolo questo tesoro è chiuso al pubblico, inaccessibile, coperto dall’erba alta. A riportare la sua paradossale vicenda all’attenzione nazionale è oggi il servizio di Chiara Spagnolo pubblicato su La Repubblica del 16 agosto 2026.

Una storia che è un romanzo: fondata dai Dauni nel X secolo a.C., crocevia della Via Traiana, teatro nel 212 a.C. della prima battaglia di Herdonia dove Annibale annientò le legioni di Roma, poi municipium fiorente con Foro, due templi, basilica, macellum, terme e anfiteatro. Riscoperta nel 1962 dall’archeologo belga Joseph Mertens, che in trent’anni di scavi ininterrotti ha riportato alla luce solo il 20% dei 20 ettari dell’antica città. Poi lo stop brusco nel 2000 per il contenzioso tra Ministero e proprietari dei terreni.

Per decenni, al degrado ambientale si è aggiunto il saccheggio dei tombaroli: migliaia di ceramiche geometriche daune finite in musei e collezioni di tutto il mondo.

I segnali di una svolta

Oggi qualcosa si muove, per questo la comunità locale chiede alle istituzioni di non fermarsi.

Nel 2014 il Ministero della Cultura ha avviato l’acquisto dei terreni, completato nel maggio 2022, riportando l’intera area nel demanio pubblico.

Dall’11 al 15 maggio 2026 si è svolto a Ordona Herdonia Lab – Tra sito e comunità, laboratorio multidisciplinare di alta formazione promosso dalla Soprintendenza ABAP per le province di Foggia e BAT, dal Comune di Ordona e dall’Università di Foggia in collaborazione con il Politecnico di Bari.

Sono basi concrete, ma non più rinviabili.

Sono quindi partite le richieste alla Soprintendenza, alla Regione Puglia e al Ministero della Cultura, nello specifico:

-Un cronoprogramma pubblico e verificabile per l’apertura del Parco Archeologico di Herdonia

-La messa in sicurezza immediata delle strutture già scavate (Foro, terme, mura)

-La riapertura stabile del Museo Archeologico Herma di Ordona e un piano di fruizione che colleghi Herdonia a Cerignola, ai tratturi e alla Via Traiana

Herdonia non è solo una rovina. È un motore di sviluppo possibile per un’area di tremila anime tra uliveti, grano e pale eoliche, a 20 minuti da Cerignola.

Come ricorda quel cartello marrone sulla Statale 16, Herdonia è lì. Aspetta solo di essere restituita al mondo.

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