Gran finale per “Letteratura e Territorio”: a San Giovanni Rotondo arrivano Erica Mou e Cosimo Damiano Damato

Si conclude con una serata di grande spessore culturale la Summer Edition della rassegna “Letteratura e Territorio”, promossa dalla BCC San Giovanni Rotondo e da Gargano Vita. Venerdì 28 agosto, alle ore 20.00, la suggestiva piazza dei martiri di San Giovanni Rotondo ospiterà l’ottavo e ultimo appuntamento dell’itinerario garganico, mettendo al centro del dibattito due voci pugliesi d’eccezione, entrambe candidate al Premio Strega: Erica Mou e Cosimo Damiano Damato.

Erica Mou,già nota al grande pubblico come raffinata cantautrice e polistrumentista (con diversi album all’attivo e un premio della critica al festival di Sanremo), Erica Mou prosegue il suo percorso nella narrativa con “Una cosa per la quale mi odierai”.

Il libro è un memoriale intimo e sincero, in cui l’autrice intreccia la propria voce a quella della madre scomparsa, attingendo direttamente alle pagine del diario che la donna teneva per affrontare la malattia. Nasce così un “diario nel diario” in cui la nascita di una nuova vita e l’elaborazione del lutto si sfiorano continuamente. Senza mai cedere al sentimentalismo facile o all’enfasi, la scrittura di Erica Mou restituisce una storia dolorosa ma ricca di momenti di inaspettata leggerezza e ironia, analizzando la complessità del legame madre-figlia.

Cosimo Damiano Damato,poeta, drammaturgo, regista e sceneggiatore pugliese, ha dedicato la sua carriera al racconto civile, collaborando spesso con grandi nomi della cultura e dello spettacolo italiano. In “Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza”, l’autore affronta due giganti del novecento italiano.

Attraverso una prosa scarna, ritmata e dal taglio quasi fotografico, Damato spoglia Antonio Gramsci e Sandro Pertini dall’iconografia monumentale che spesso li accompagna. Il testo riporta in primo piano i corpi provati dalla prigionia, i dubbi, la sofferenza e la determinazione inflessibile di due uomini che hanno rifiutato la sottomissione al regime. Il risultato è un’opera che, nell’evidenziare la loro vulnerabilità terrena, restituisce ai due storici dirigenti una verità umana profonda e drammaticamente attuale.

L’appuntamento di San Giovanni Rotondo rappresenta così la degna conclusione di un percorso estivo che ha trasformato il Gargano in un laboratorio a cielo aperto di idee, libri e confronti culturali.

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