Cultura e territorio

Giovani artigiani di Capitanata, Antonio Divito e la sua passione per il legno

Ci sono storie che amiamo raccontare perchè parlano delle bellezze e dei talenti dei nostri territorio, luoghi troppo spesso sotto i riflettori della cronaca nera ma che hanno uno scrigno di tesori che merita di essere scoperto e valorizzato.

Tra le storie belle made in Capitanata, oggi vi raccontiamo quella di Antonio Divito, un giovane che ama costruire piccoli oggetti in legno, piccoli elementi di arredo ed eleganti (e soprattutto pratic iferma-pagine) per i libri.

L’artigianato è un’arte che rappresenta l’anima della nostra terra, è il cuore delle sue più antiche tradizioni, è il sorriso stanco e le mani dei nostri nonni. Le mani di un artigiano sono in grado di dar vita a piccoli tesori, il loro costante lavoro è pura poesia.

Antonio è un giovane artigiano classe 1992 che vive ad Orta Nova, abbiamo scambiato con lui quattro chiacchiere per conoscerlo meglio e per raccontare la sua meravigliosa arte, un lavoro prezioso che profuma di tradizioni, trucioli di legno e tanta passione.

Come e quando nasce questa passione? L’arte di lavorare il legno ti è stata tramandata da qualcuno in famiglia?

Mi è sempre piaciuto costruire cose. E mi ha sempre affascinato in un modo un po’ particolare il legno. Ricordo che quando mio nonno tagliava la legna per il camino, rubavo dei ceppi per giocarci, a volte li assemblavo e ne facevo giocattoli. Ricordo benissimo l’odore delle varie essenze: vite, ulivo, abete, tanto che oggi quando li uso torno un po’ a quell’età, in cui cominciavo a rendere le mie idee, le mie fantasie oggetti fisici. La passione per la lavorazione artigianale del legno forse cominciò quando mio padre, che aveva l’hobby del traforo, realizzò una splendida fioriera in cui mi divertivo a vederci la torre di Eiffel.

Mi dava un senso di appagamento come dopo del lavoro costante si riuscisse a creare qualcosa di bello. Chiaramente con il tempo, tra scuola prima e lavoro poi, ho dovuto mettere questa attività da parte. Fino allo scorso anno, all’inizio del primo vero lockdown per l’Italia. Si restava tutti in casa, e, in qualche modo, si cercava di evadere con il pensiero. Così ho rispolverato qualche attrezzo che avevo già in garage.

Mi sono lasciato ispirare da tutti quegli artigiani che seguivo con passione attraverso il web. Ho subito notato che questa mia passione veniva molto apprezzata dai miei amici e così ho aggiunto sempre qualche tassello in più per ideare e costruire cose nuove ed accattivanti, utilizzo gli spazi che mio padre ha predisposto per svolgere i suoi piccoli hobby.

Cosa produci nel dettaglio?

Al momento mi concentro sulla piccola oggettistica in legno, sto affinando la tecnica per migliorare i tagli, per rendere le forme più omogenee e più ergonomiche al tatto. Gli oggetti che ho realizzato finora sono soprattutto piccoli elementi di arredo (quali cantinette con design particolari, soprammobili, lampade).

In ultimo sto producendo dei ferma-pagine per facilitare la lettura di libri. Sto sperimentando anche delle antiche tecniche di lavorazione del legno, senza l’ausilio di macchinari tecnologici (less is more , citando il noto architetto Ludwig Mies Van der Rohe). Per quanto concerne la materia, prima utilizzo del legno di recupero che, oltre ad avere un certo fascino, è anche importante per ciò che riguarda i temi dell’ambiente e della sostenibilità, e materiali più moderni (come il PLA, un materiale ecologico derivato dal mais), rimettendo in circuito dei materiali che altrimenti sarebbero scartati.

Cosa significa per te essere un artigiano nel 2021?

Essere artigiano nel 2021 vuol dire riscoprire il contatto con la materia. Nel periodo storico in cui viviamo ogni contatto è dematerializzato, accadeva questo anche prima della pandemia. Adesso questo concetto è stato estremizzato dal fatto che per forza di cose il contatto umano sia venuto meno e quindi tutte le relazioni siano mediate da artifici.

E’, tuttavia, evidente il vantaggio che la tecnologia ha avuto sulla formazione mia e di altri artigiani, e soprattutto sulla possibilità di mostrarsi a una platea più ampia, tramite i social.

Questo ci dà la possibilità di produrre oggetti di manifattura e arrivare ad appassionati del genere. Ciò permette anche di salvaguardare un bagaglio di tradizioni che contraddistingue la nostra cultura. Fortunatamente anche gli enti pubblici si sono accorti dell’importanza di salvaguardare l’artigianato e hanno disposto delle programmazioni specifiche per perseguire queste attività.

I tuoi lavori a chi sono rivolti?

All’inzio mi piaceva creare dei presenti per i miei amici, basandomi sulle loro passioni. Ora mi contattano persone di ogni tipo. Adesso, anche grazie al veicolo dei social, il “presente” si sta proiettato verso il futuro, con tanti “ricercatori di bellezza” che mi contattato per avere un oggetto esclusivo.

Mi auguro di poter continuare ad esprimere questa mia passione, cercando (quando sarà possibile) di aggregare altre persone e formare un vero e proprio laboratorio. In questo tempo sospeso continuerò ad apprendere nuove tecniche e sperimentare nuove lavorazioni.

Quando ​ci sarà la possibilità di viaggiare mi piacerebbe conoscere di persona artigiani rinomati del settore, vedere come lavorano ed apprendere così altri segreti del mestiere. Questo tipo di attività è fortemente incentrato sulle contaminazioni, sulla condivisione e su nuovi stimoli.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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