
TARANTO – Mancano ormai poche ore all’apertura ufficiale dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto, che fino al 3 settembre porteranno in Puglia oltre 4mila atleti provenienti da 26 Paesi dell’area del Mediterraneo, insieme alla rappresentativa di Athletica Vaticana.
La città ha già iniziato a vivere il clima della manifestazione con la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Cataldo, presieduta dall’arcivescovo monsignor Ciro Miniero, alla presenza di giovani atleti e dei rappresentanti della polisportiva della Santa Sede. Al termine della Messa è stata accolta anche la Croce degli sportivi, che resterà in cattedrale per tutta la durata dei Giochi.
Nel corso dell’omelia, monsignor Miniero ha sottolineato il valore dello sport come esperienza di crescita, coraggio e fraternità. Un messaggio particolarmente significativo per Taranto, città che si prepara a essere al centro dell’attenzione internazionale ma che continua a confrontarsi con le proprie difficoltà sociali ed economiche, a partire dalla crisi del comparto siderurgico.
I Giochi vengono così presentati non soltanto come una grande manifestazione sportiva, ma anche come un’occasione per costruire ponti tra culture e popoli, favorendo accoglienza, solidarietà e pace.
Un auspicio ribadito anche da Leone XIV, che ha definito i Giochi del Mediterraneo una possibile «profezia di pace e di fratellanza». Nel messaggio inviato a Taranto, il Pontefice ha invitato gli atleti a vivere le competizioni all’insegna di amicizia, fraternità e lealtà.
La Croce degli sportivi, consegnata a monsignor Miniero dai rappresentanti di Athletica Vaticana insieme ai bambini degli oratori tarantini, accompagnerà simbolicamente le giornate della competizione.
Per Taranto si apre dunque una stagione di grande visibilità internazionale: lo sport come occasione di incontro e, attraverso le differenze, come messaggio di speranza, dialogo e pace dal cuore del Mediterraneo.

