Fondazione Monti Uniti: La prigionia alleata in Italia e il mito degli “italiani brava gente”

FOGGIA – Prende il via il nuovo ciclo di incontri “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia con l’obiettivo di offrire al pubblico strumenti critici per comprendere il Novecento e interrogare il presente attraverso il rigore della ricerca storica.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 5 marzo, alle ore 18.30, nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti, in via Arpi 152, Foggia.
Protagonista dell’incontro sarà la professoressa Isabella Insolvibile, che interverrà sul tema “La prigionia alleata in Italia. 1940-1943”. Condurrà la serata la giornalista Mara Cinquepalmi.
L’incontro prenderà spunto dal saggio della professoressa Insolvibile dedicato alla prigionia dei militari alleati nel nostro Paese, per allargare lo sguardo a questioni più ampie: il funzionamento dei sistemi di detenzione in tempo di guerra, le responsabilità delle potenze detentrici, il rapporto tra popolazione civile e prigionieri, la costruzione e la decostruzione dei miti nazionali.
Tra il 1940 e il 1943 circa 70.000 soldati alleati furono prigionieri in Italia. Catturati soprattutto sui fronti africani, vennero detenuti in quasi tutte le regioni italiane, all’interno di campi che costituirono uno specifico universo di cattività, ricostruito oggi per la prima volta nella sua interezza.
L’Italia della Seconda guerra mondiale non fu in grado di rispettare pienamente i propri doveri di potenza detentrice: la miseria che colpiva la popolazione civile ebbe serie conseguenze anche sui prigionieri. In alcuni casi, le autorità dei campi si resero responsabili di veri e propri crimini di guerra nei confronti dei detenuti.La prigionia alleata nel nostro Paese rappresenta così uno dei “luoghi” della storia in cui si infrange il mito consolatorio degli “italiani brava gente”, restituendo una pagina complessa e spesso rimossa del conflitto.
Nella foto il rudere del Campo 65, situato tra Altamura e Gravina, sulla statale 96 è stato il più grande campo di prigionia italiano per soldati alleati durante la Seconda Guerra Mondiale (1942-1943) (foto profilo Facebook Campo 65: Prigionieri di Guerra)
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