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Foggia, turni ridotti dopo un’azione legale: la storia di tre volontari del 118

Foggia – Abbiamo ricevuto la lettera di denuncia di un avvocato foggiano, Avv. Giovanni Marseglia che riguarda i volontari del 118, così importanti e necessari in questo momento ma purtroppo messi da parte.

“Con la presente in nome e per conto dei sig.ri Campanaro Gianfranco, De Francesco Michele e Lupo Antonio, per raccontare la storia di queste persone che sono tre volontari dell’Associazione Volontari Misericordia di Torremaggiore (FG) convenzionata  con la ASL di Fg, per alcune  postazioni del 118 in provincia di Foggia”, inizia così la lettera.

E continua: “Ebbene accade che lavorando da diversi anni  prima con l’associazione di Misericordia di Lucera, poi sono passati alla associazione Misericordia di Torremaggiore (FG), poichè Lucera aveva perduto la convenzione.

Ebbene il motivo per cui voglio rendere pubblica questa storia è dato dal fatto che da quando queste tre persone hanno iniziato un’azione legale,  contro l’associazione  Volontari della Misericordia di Torremaggiore(FG), improvvisamente il Presidente gli   gli ha ridotto i turni, fino a Gennaio del 2020 facevano  turni mensili  in numero 12 -13  da 12 ore lavorative continue, turni massacranti, per contro da Febbraio 2020 che è iniziata l’azione legale sono passati a tre turni mensili, così nel mese di Marzo del 2020 come in Aprile, attualmente, li hanno sospesi, ad epidemia in corso.

La cosa grave di questa vicenda,  è dopo l’inizio dell’azione legale in sostituzione di questi volontari, ne hanno aggiunti dei nuovi, per cui siamo davanti ad una vera  è propria discriminazione lavorativa.

Allora obiettivamente ci si chiede, ma la famosa ripartenza che deve vedere tutti uniti, noi italiani, senza calpestare i diritti degli altri, da chi deve partire e da quando deve iniziare.

Se poi consideriamo che siamo nell’ambito di un associazione di volontariato la questione assume aspetti grotteschi.

Queste tre persone sono oramai preparate, hanno tutte le autorizzazioni previste in base ai corsi conseguiti, poiché sono autisti soccorritori del 118 anche se volontari, non  che si diventa  autista dopo un giorno, sono coloro che guidano i mezzi di soccorso  e che necessitano di corsi adeguati, per cui hanno accumulato un patrimonio di conoscenze e di sicurezza per gli interventi non indifferente, ma che oggi, è personale in periodo di coronavirus, che  viene messo da parte,  purtroppo poichè sono considerati dei cattivi,  sono coloro che cercano di fare valere i loro diritti.

Per non parlare dei kit con i quali, queste persone  hanno lavorato, ma erano sicuri?

In questi giorni che siamo in piena emergenza Coronavirus, e che in parecchi  si sono ammalati, ahimè purtroppo medici e paramedici ed un soccorritore ha perso la vita pure lui in provincia di Foggia, si dovrebbe dare sicurezza e tranquillità a queste persone invogliarle a lavorare, invece accade il contrario.

Non ci dimentichiamo che le associazioni sono responsabili civilmente ed in egual modo come se fosse un rapporto di lavoro subordinato, anche se solo volontario  per i danni causati alla salute dei volontari e dai volontari a terzi, tanto lo si deve per notizia ai cittadini.

Ancora ci si chiede, cosa ha in essere l’Asl di Foggia per tutelare questi volontari, nulla? O ha in essere di compiere delle azioni o ispezioni, sia a tutela delle associazioni e sia dei volontari e, per cui, per la tutela dei cittadini, alla fin fine?

Resta una posizione soggettiva dell’ASL di riferimento,  di responsabilità, poiché essa ha la convenzione con questa associazione, ove si verificassero delle problematiche o degli illeciti civili e penali.

Per cui si chiede di effettuare delle ispezioni per verificare se vi siano o meno delle illegalità nell’ambito del servizio di volontariato, poiché tante gente ha paura di  denunciare per non perdere anche quel rapporto economico, persone  che  svolgono funzioni da autista soccorritore  sul 118,  e per cui si chiede, con questa missiva che nel contempo che l’ASL tuteli questo patrimonio umano ora quantomeno  necessario e vitale.

Per cui la ripartenza può avvenire solo con la valorizzazione delle professionalità già formate, ed attraverso un  rispetto della legalità verso i diritti dei deboli, ovvero attraverso l’Ispettorato provinciale del Lavoro che compia  attività d’indagine in tempi brevi e ristretti, visto che le denunce sono state già fatte da queste persone, sia all’Ispettorato del lavoro di Foggia e sia alla Procura della Repubblica di Foggia”.

E conclude: “Per terminare c’è anche un altro aspetto, che  si vuole evidenziare, che  è quello  economico, questi volontari vengono così discriminati, si ribadisce anche dal punto di vista economico, poichè non hanno ancora è percepito il pagamento dei tre turni di Marzo 2020, ovvero € 120,00.

Quindi, discriminazione lavorativa poichè sono volontari ma anche discriminazione economica”.          

Redazione

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