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Foggia, quando i sovrani Umberto I e Margherita visitarono la città

Pillole di storia foggiana: il mancato regicidio a Foggia

Foggia – Uno dei momenti più significativi per la storia della città di Foggia fu la visita del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia il lontano 16 novembre 1878.

I sovrani visitarono la città accompagnati dal presidente del Consiglio dell’epoca, Benedetto Cairoli, dal ministro della Guerra, Cesare Bonelli, e dal ministro della pubblica Istruzione, Francesco De Sanctis.

In occasione dell’arrivo dei reali a Foggia venne istituito un comitato per i festeggiamenti che, in quella circostanza, elaborò un particolare programma che prevedeva l’imbandieramento e la decorazione delle strade cittadine e degli uffici lungo il percorso del corteo con la collocazione sul prospetto della chiesa di S.Francesco Saverio della stella Sabauda “a luce di magnesio”, il ricevimento all’arrivo dei Sovrani alla stazione dove sarebbero convenute tutte la bande musicali cittadine, le modalità del percorso del corteo fino a piazza Cavour (dove i monarchi avrebbero incontrato le scolaresche) e l’arrivo alla Prefettura dove avrebbe avuto luogo il pranzo ufficiale.

La sala da pranzo era qualcosa di stupendo, tanto che alcuni del seguito delle LL.MM. ci dichiararono di non aver finora trovato città dove si fosse saputo accoppiare l’eleganza alla semplicità come nella sala in discorso. Meritava di essere veduta e di apprezzare il merito di coloro che ne diedero il segno e la decorarono“, si legge nelle cronache dell’epoca e precisamente nel Giornale Patrio.

Dal libro “Storia di Foggia” di Leonardo Scopece scopriamo che gli illustri personaggi furono ospitati nel Palazzo della prefettura e dove, in quell’occasione, vi fu anche la presentazione di un nuovo modello di cannone progettato dal signor Baciocchi, uomo fedele alla casata reale, pronto a versare il proprio sangue per i reali. A tale dichiarazione re Umberto I rispose: “Meglio è a dire per l’Italia e per le libere istituzioni. Ma noi dobbiamo piuttosto pensare alla pace, la sola protettrice delle scienze e del lavoro”. In serata i sovrani si dirissero al Teatro Dauno (Teatro Umberto Giordano) per un incontro con gli esponenti del Circolo Dauno.

La visita del re, però, fu accompagnata anche da un increscioso episodio. A Foggia vi erano diversi esponenti del movimento anarchico. Durante il corteo reale un ragazzo si fermò davanti alla carrozza del sovrano con aria minacciosa per poi allontanarsi. Le indagini che seguirono quell’evento portarono all’individuazione, si trattava di Giovanni Canziani, un giovane cappellaio originario di Forlì e residente a Foggia dove da tempo diffondeva gli ideali anarchici.

Nella casa del giovane furono trovate diverse armi e lettere indirizzate ai noti sovversivi dell’epoca, Enrico Malatesta e Carmelo Palladino. Il giorno dopo la visita a Foggia, nei confronti dei reali, vi fu un ben più pericoloso tentativo di attentato a Napoli ad opera di un anarchico lucano, Giovanni Passanante.

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Pubblicato da
redazione