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Foggia e il Totocalcio, quando giocare la “schedina” era un vero rituale

A Foggia la ricevitoria più frequentata era il bar "Rosso e Nero”

Foggia Reporter

Il Totocalcio è sicuramente uno dei più antichi concorsi a premi italiani, esiste da oltre settant’anni. Per Totocalcio intendiamo il gioco della cosiddetta “schedina”, quanti di noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito qualcuno dire: “Sto andando a fare la schedina”?

Un tempo questo gioco era popolarissmo e a Foggia erano tante le agenzie e le ricevitorie nelle quali era possibile pronosticare correttamente l’esito finale delle partite.

Al gioco del totocalcio erano interessate tutte le famiglie. Il crescente numero dei milionari era tutte le settimane con vincite di parecchie decine di milioni che fomentava nei giocatori l’ansiosa tormentosa speranza delle grosse vincite.

La media delle giocate in settimana, complessivamente in tutta la settimana in Capitanata si aggirava verso la metà degli anni cinquanta intorno ai sei milioni di lire. Il Totocalcio aveva ricevitorie in tutti i Comuni che ne raggiungeva 120, di cui ben 26 nella sola Foggia compresa quella dell’Incoronata del bar D’Andrea.

I centri di maggior sviluppo del gioco erano Cerignola con nove ricevitorie, Manfredonia e San Severo con otto e Lucera con cinque. Foggia raccoglieva il 60% dell’ammontare di tutte le giocate in provincia e Manfredonia in proporzione al numero di abitanti in graduatoria deteneva il primato.

Tra le ventisei agenzie la più importante a Foggia per numero ed ammontare di giocate era quella centrale del “Rosso e Nero”, sotto i portici degli uffici statali.
Bastava passare il pomeriggio o la sera di ogni sabato sotto i portici per avere la conferma visiva. Le altre agenzie più accorsate erano il Bar Duilio, della Latteria Checchia, del bar Perugini e del Bar alla “Posta” diretta dal popolarissimo don Antonio. Potevano considerarsi ricevitorie speciali perché autorizzate alla convalida immediate delle schede del “sistema” completo.

Le matrici delle giocate dovevano essere consegnate al fiduciario provinciale cav. Guglielmi non oltre le ore 20 del sabato e per quelle di Foggia oltre la mezzanotte. Dopo fu emesso un provvedimento che le ricevitorie di Cerignola, San Ferdinando, Trinitapoli e Margherita potevano consegnare le giocate fino a mezzanotte del sabato alla vicina agenzia principale di Barletta ma anche alle primissime ore del mattino.

La consegna e la spedizione delle giocate costituivano un lavoro più che delicato di contabilità con il controllo dei plichi che erano spediti in uno speciale sacco-bagaglio a Bari con il treno delle 3.37 che partiva da Foggia.

La Capitanata era una zona fortunata non per vincite clamorose ma per frequenti vincite di dodici e di qualche tredici, sia pure con pochi milioni di lire. Completa era l’organizzazione, la meticolosa assistenza e la sorveglianza non registrando mai negli anni inconvenienti di sorta. Tutto era proceduto in regola con le consuete ispezioni che si rendevano conto delle attrezzature e il funzionamento di tutte le ricevitorie del capoluogo e della provincia delle quali molte anche premiate.

A cura di Ettore Braglia