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Basta furgoni della morte, due anni fa 16 braccianti stranieri morirono sulle strade di Capitanata

Foggia – Sono passati ormai due anni ma il dolore e la rabbia non hanno cancellato il ricordo di quei 16 braccianti agricoli, tutti stranieri, che persero la vita in Capitanata.

Tra il 4 e il 6 agosto di due anni fa nel Foggiano morirono ben 16 lavoratori, persero la vita mentre viaggiavano assiepati su piccoli furgoncini vecchi e pericolosi.

Per loro quelli erano gli unici mezzi che li avrebbero condotti nelle campagne foggiane per fare la loro giornata di lavoro, sfruttati, sottopagati e ricattati dai caporali.

“L’8 agosto in una grande manifestazioni a Foggia dicemmo ‘basta morti di lavoro’ e chiedemmo la piena applicazione della Legge 199. Oggi come allora siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici per chiedere diritti, giusto salario e giustizia”, scrivono i rappresentanti di Flai-Cgil Nazionale su Facebook in un post per ricordare le 16 vittime del Foggiano.

Aladjie Ceesay (23 anni) Ali Dembele (30 anni) Amadou Balde (20 anni) Moussa Kande (27 anni) Lhassan Goultaine (39 anni) Alagie Ceesay (24 anni) Alasanna Darboe (28 anni) Anane Kwase (34 anni) Awuku Joseph (24 anni) Bafoudi Camara (22 anni) Djoumana Djire (36 anni) Ebere Ujunwa (21 anni) Eric Kwarteng (32 anni) Lahcen Haddouch (41 anni) Mousse Toure (21 anni) Romanus Mbeke (28 anni).

Questi erano i loro nomi, storie, volti, ricordi cancellati in un solo giorno di agosto. “Morti prima di fatica nei campi, ammazzati quotidianamente nella loro dignità, hanno trovato la fine dei loro giorni con la schiena spezzata già prima di morire”, afferma l’artista foggiano Alessandro Tricarico che con una maxi installazione artistica ricorderà la strage di braccianti avvenuta due anni fa sulle strade di Capitanata.

In queste ore, infatti, Alessandro è a lavoro, per realizzare una gigantografia che verrà installata sui silos dell’ex stabilimento Casillo, alla periferia di Foggia.

Alessandro raffigurerà braccia lunghe circa 30 metri ritratta mentre raccolgono pomodori e la sua opera si intitolerà “Solo braccia”, ricordando la frase dello scrittore svizzero Max Frisch che trent’anni fa, parlando dei migranti italiani in Svizzera, disse: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani”.

Redazione

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