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Foggia si mobilita per Dina Alberizia e Domenico Centrone: presidio domani davanti alla Prefettura

I due pugliesi del Global Sumud Land Convoy sono detenuti in Libia orientale dal 24 maggio

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Domani, giovedì 11 giugno alle ore 17:30, cittadine e cittadini si ritroveranno sul marciapiede dell’Accademia di Belle Arti (angolo via Schiraldi), davanti alla Prefettura di Foggia, per chiedere la liberazione immediata di Dina Alberizia, 67 anni, originaria di Foggia e residente in Piemonte, e di Domenico “Nico” Centrone, 33 anni, di Molfetta.

I due facevano parte del Global Sumud Land Convoy, la componente via terra della più ampia Global Sumud Flotilla diretta a Gaza con ambulanze e aiuti. Secondo i racconti diffusi da familiari e organizzazioni umanitarie, sono stati fermati nella zona di Sirte e poi trasferiti a Bengasi, dove restano detenuti da oltre due settimane senza accuse formalizzate.

La madre e il padre di Domenico hanno lanciato un video-appello il 7 giugno, parlando di sciopero della fame e della sete e chiedendo un intervento urgente delle autorità italiane ed europee

Vauro e Amnesty Puglia-Matera hanno rilanciato la campagna “Liberiamo Dina e Domenico“, ricordando che il console italiano a Bengasi ha potuto visitarli solo dopo quattro giorni di detenzione

Il profilo di Kritica e il carousel di Cosmo confermano i dati anagrafici e il contesto: fermo per “ingresso illegale” nella Cirenaica controllata da Haftar, mentre il convoglio tentava di negoziare il passaggio verso Rafah

Ieri sera, come riporta Rai Tre nel programma tv “Chi l’ha visto?”, l’udienza sul caso è stata rinviata e il ministro Tajani ha parlato di “interlocuzioni in corso” per migliorare le condizioni detentive

Al presidio di Foggia sarà presente il fratello di Dina, Giuseppe Alberizia, che ha chiesto unità e pressione diplomatica. L’iniziativa si collega ai precedenti appuntamenti di Foggia e Molfetta e alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese il 9 giugno.

Gli organizzatori chiedono: liberazione immediata di tutti e dieci i volontari del convoglio, accesso consolare costante e informazioni sanitarie trasparenti, un’iniziativa diplomatica forte del Governo italiano presso le autorità libiche.

La solidarietà non è reato“, ricorda il cartello diffuso in questi giorni da Gruppo Abele e da decine di realtà pugliesi.

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