Scuola

Foggia, scuole a pezzi nonostante i milioni del PNRR: al Poerio bagni intasati e lezioni regolari

La denuncia di un'alunna e una PEC alla Provincia rimasta senza risposta

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Le scuole di Foggia cadono a pezzi. E la domanda, tra genitori e studenti, è sempre la stessa: che fine hanno fatto i soldi?

Sulla carta i numeri ci sono, e sono enormi. 59,4 milioni di euro del PNRR destinati alla Provincia di Foggia per l’edilizia scolastica, più altri 2 miliardi che il Governo ha stanziato alla Regione Puglia per lo stesso capitolo. Sulla carta, cantieri, messa in sicurezza, efficientamento, bagni nuovi.

Nella realtà, quella che si vive ogni mattina, la storia è un’altra. E arriva l’ennesima segnalazione dal Liceo Linguistico “Carolina Poerio” di Foggia.

“Buongiorno, volevo informarvi che i bagni dell’Istituto Linguistico C. Poerio sono intasati e di conseguenza non funzionanti”. A scrivere è un’alunna. “Nonostante questo, anziché sospendere le lezioni o trovare una soluzione adeguata, si continua regolarmente ad andare a scuola senza poter usufruire dei servizi igienici. Ritengo che questa situazione sia inaccettabile“.

Parole semplici, che raccontano l’ordinario. Centinaia di studentesse e studenti costretti a trascorrere 5-6 ore a scuola senza poter andare in bagno. Personale ATA e docenti nella stessa condizione. Lezioni che vanno avanti come se nulla fosse.

La studentessa aggiunge un dettaglio che rende la vicenda ancora più grave: “È stata mandata anche una PEC alla Provincia di Foggia senza, per il momento, nessuna soluzione”.

La Provincia, appunto. L’ente che per legge è proprietario degli edifici delle scuole superiori e che ha la competenza diretta sulla manutenzione. Lo stesso ente che è stato destinatario di quei 59,4 milioni di PNRR.

Cosa è stato fatto con questi soldi? Quanti cantieri sono stati aperti a Foggia città? Quanti bagni rifatti? Quante coperture impermeabilizzate per fermare le infiltrazioni che lo stesso Poerio denuncia da mesi?

Non è una polemica, è una richiesta di trasparenza. Perché se da un lato si annunciano finanziamenti storici, dall’altro una ragazzina deve scrivere a una pagina Facebook per poter andare in bagno a scuola, qualcosa non torna.

La denuncia dell’alunna del Poerio non è un caso isolato. È il simbolo di una edilizia scolastica foggiana che, nonostante i miliardi sbandierati nei comunicati, continua a mostrare crepe, muffe, termosifoni rotti e servizi igienici chiusi.

In attesa di una risposta dalla Provincia, le lezioni al Poerio continuano. Senza bagni.

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