Cultura e territorio

Un’antica chiesetta rurale alla periferia di Foggia, è San Lorenzo in Carmignano

Foggia – Lungo la strada del Salice Nuovo fa capolino una piccola chiesa, si tratta di San Lorenzo in Carmignano, una delle chiese più antiche della città di Foggia, presente già nel XII secolo.

Purtroppo per anni l’antica chiesetta rurale è stata abbandonata in quella che un tempo era l’area abitata dai Normanni.

Foggia San Lorenzo In Carmignano
Crediti Foto: Raffaele Zingaro

Dopo anni di battaglie, finalmente qualcosa è cambiato e grazie ad un’opera di ristrutturazione la chiesetta rurale sembra essere rinata.

Crediti Foto: Domenico Mazzaro

La chiesa insieme alla Domus Pantani di Federico II era un luogo molto importante per la produzione agricola ed era al centro di una piccola e attiva collettività rurale. Dopo un lungo periodo di splendore e dopo esser stata nel Medioevo il centro pulsante di cultura, attività e culto, la caratteristica chiesetta del Salice Nuovo è stata abbandonata ed è diventata un triste rudere di campagna.

I lavori di recupero architettonico della chiesa rurale foggiana potrebbero essere concludersi nel mese di ottobre. La chiesetta ha un antico e importante valore che merita di essere valorizzato attraverso idonei lavori di ristrutturazione e recupero.

Secondo alcuni studiosi, infatti, in questa piccola chiesa, un tempo, sorgeva uno scriptorium in cui i monaci amanuensi copiarono importanti manoscritti, e c’è chi ipotizza che proprio a San Lorenzo in Carmignano possano essere stati realizzati gli Exultet custoditi nel Tesoro della Cattedrale di Troia, di inestimabile valore artistico, storico e culturale.  

Il quartiere Salice Nuovo è molto legato a questa antica chiesa, patrimonio della cultura e della tradizione locale. Il nostro territorio è costellato da sconosciute, belle e abbandonate chiese rurali, memorie di un tempo ormai passato e legate al mondo contadino.

Le si può notare nelle campagne e nei quartieri periferici della città, come nel caso della nostra San Lorenzo in Carmignano, circondata da un alone magico e storico.  

In un interessante articolo comparso sul Corriere di Foggia del 27 gennaio 1949, scritto da Mario Menduni (giornalista e scrittore foggiano), si parla della storia di questo importante bene culturale della nostra città e conferma l’importanza storica che il sito di San Lorenzo in Carmignano ha avuto nel corso dei secoli.

Menduni racconta a proposito di San Lorenzo di quando vi si svolgeva una festa particolarmente sentita dai bettolai foggiani, rilevando che già dal 1948 si trattava di una tradizione ormai scomparsa. “A feste de Sande Lavrinze” era solennizzata dai bettolai foggiani i quali, sui “traini” carichi di gente, vi si recavano tra canti, suoni, urla e barili di vino.

Le numerose comitive, giunte sul posto, seguivano devotamente in processione la immagine del Protettore, assistevano a varie funzioni sacre ed indi organizzavano bivacchi allietati da musica e balli folkloristici.

Un’antica tradizione ormai scomparsa, rimasta nella memoria di alcuni e conservata nel bagaglio folckloristico della nostra città e del suo territorio, così come la piccola e antica chiesetta del Salice Nuovo, memore di tempi lontani di cavalieri e di battaglie.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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