Cultura e territorio

Rione dei preti a Foggia: la storia dei Santi Guglielmo e Pellegrino

Foggia – Ecco una nuova tappa del viaggio virtuale volto alla conoscenza della città di Foggia. Un itinerario che ha come obiettivo la riscoperta e la valorizzazione di luoghi, non del tutto conosciuti, intrisi di arte, tradizioni e legende. Protagonista di oggi è la chiesa dei Santi Guglielmo e Pellegrino, compatroni del Capoluogo dauno insieme alla Vergine Maria dell’Iconavetere.

STORIA DEI SANTI
La loro storia è stata tramandata nel libro “Memorie della città di Foggia“, scritto dal Canonico Manerba. Entrambi abitavano ad Antiochia. Guglielmo amministrava i suoi beni, mentre il suo unico figlio, Pellegrino, manifestò un particolare attaccamento al sentimento religioso. Decise di abbandonare ogni tipo di agio e di visitare la Terra Santa.  Rimase a Gerusalemme prestando la sua opera in un ospedale.

Qualche anno dopo, Guglielmo, si mise alla ricerca del figlio nonostante l’età avanzata. Giunto a Gerusalemme si ammalò e fu ricoverato nello stesso ospedale dove si trovava suo figlio. Ma Guglielmo non lo riconobbe, Pellegrino invece, pur riconoscendo suo padre, non volle farsi riconoscere. Tuttavia, Pellegrino fece riconoscersi dal padre quando sembrava sul punto di morire; ma il padre ritrovò le forze e seguì il figlio nella sua peregrinazione.

Tornati ad Antiochia, donarono tutti i loro averi ai poveri e iniziarono un viaggio che li portò in Italia, vivendo di elemosine e aiutando i malati. Giunti a Brindisi, visitarono il Santuario di San Nicola di Bari, poi quello di San Michele sul Gargano, l’Incoronata e l’Iconavetere di Foggia. La tradizione riporta che dopo aver venerato l’Iconavetere, i due si abbracciarono e morirono, dando luogo a due fenomeni eccezionali: prima il padre mutò nel figlio e poi il figlio nel padre, e dal bastone dei pellegrini germogliarono dei ramoscelli.

Questi eventi ebbero luogo nel lontano 1146.
Secondo una tradizione differente, Guglielmo e Pellegrino, rispettivamente padre e figlio, partirono, in tempi diversi da Antiochia, loro città natale, per un pellegrinaggio verso i luoghi santi dell’Occidente. Peregrinarono a lungo e visitarono il Sacro Speco di san Michele sul Gargano. Giunti a Foggia, si ritrovarono e si riconobbero ai piedi del Sacro Tavolo e, abbracciatisi, spirarono.

Santi Guglielmo E Pellegrino
Santi Guglielmo e Pellegrino

La storia dell’omonima parrocchia ha inizio nel 1966, quando Bernardino Tizzani, l’allora Presidente dell’Istituto Autonomo Case popolari, donò alla Diocesi di Foggia-Bovino un suolo di 3250 metri quadri, destinandolo a opere sociali, assistenziali, religiose e inserendosi nel quartiere del Rione dei Preti, che conta numerosi abitanti di varia estrazione economico-sociale.

L’8 ottobre di due anni dopo ci fu la permuta del suolo con l’intento di dare una sede più idonea al complesso parrocchiale. Così, le Sorelle Rosa e Giulia Figliolia offrirono alla Diocesi un suolo di loro proprietà. Prima di questo atto ufficiale, l’allora vescovo di Foggia mons. Lenotti affidò la cura dei fedeli al primo parroco, Don Filippo Carella, che attrezzò una Cappella provvisoria. Il 7 marzo del 1971 mons.

Lenotti aprì solennemente al culto la Chiesa intitolata ai Santi Guglielmo e Pellegrino, compatroni della città di Foggia. Nel 1985, invece, mons. Salvatore De Giorgi consacrò la Chiesa.

Lo stile architettonico è semplice. La chiesa si presenza con una navata unica, l’altare maggiore è sovrastato da un mosaico dell’Immacolata. L’altare costudisce le reliquie dei due santi.

Valerio Palmieri

Giornalista praticante, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Foggia. Laureato in Filologia moderna con 110 e lode. Da sempre sono appassionato di scrittura e, dopo varie collaborazioni, da gennaio 2017 sono redattore di Foggia Reporter. Mi occupo principalmente di politica, eventi religiosi e interviste. Sono convinto che la comunicazione digitale sia lo strumento più efficace per attuare quella rivoluzione culturale che tanto bene può fare al nostro territorio locale e nazionale.

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