Storia

Foggia ricorda i suoi deportati nei lager nazisti: posate le 8 pietre d’inciampo per ricordare davanti al Comune

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

FOGGIA – La città di Foggia ha commemorato questa mattina i propri concittadini deportati nei lager nazisti con la posa di otto pietre d’inciampo davanti all’ingresso del Palazzo di Città. Le pietre della memoria (piccoli blocchi cubici ricoperti di ottone lucente, incastonati nel selciato) rendono omaggio a Giuseppe Bruno, Salvatore Conte, Pasquale Criscio, Luigi Del Sonno, Umberto Donatelli, Amedeo Guerra, Antonio Rossetti e Giuseppe Russo, testimonianza di un ricordo che resta vivo nella comunità.

Alla cerimonia hanno partecipato per l’amministrazione comunale la sindaca Maria Aida Episcopo, che ha ribadito il valore della memoria come fondamento di una coscienza civile consapevole e strumento per trasmettere alle nuove generazioni i principi di libertà, democrazia e pace, e gli assessori Alice Amatore, Davide Emanuele, Giuseppe Galasso e Domenico Di Molfetta. Presenti anche i familiari dei deportati e gli studenti degli istituti Poerio, Einaudi e Altamura-Da Vinci, la cui partecipazione ha reso il momento ancora più significativo.

A seguire, nella Sala del Consiglio Comunale, si è svolto un incontro pubblico moderato dal giornalista Michele Loffredo con la sindaca Episcopo, il presidente ANPI Foggia Michele Casalucci, lo storico Saverio Russo e il consigliere nazionale ANRP Potito Genova, che ha offerto un’importante occasione di approfondimento e riflessione condivisa.

 L’iniziativa, promossa dal Comune di Foggia e dal comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, in collaborazione con l’Archivio di Stato e l’Associazione Nazionale Reduci della Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari, si inserisce nelle attività dedicate alla memoria storica del territorio e alla ricorrenza del 25 aprile, 81esimo anniversario della Liberazione. La posa delle pietre d’inciampo rappresenta un gesto simbolico ma concreto: un invito quotidiano a non dimenticare gli orrori di guerre e dittature.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]