Cultura e territorio

Foggia e il suo pozzo del Re, quando in città non c’era acqua corrente

Foggia – In tempi ormai lontani, quando non vi era l’acqua corrente a Foggia, ogni abitazione era provvista della “sarole”, un grosso recipiente di argilla per conservare l’acqua.

L’acqua in città era fornita ogni giorno dagli acquaioli che attingevano l’acqua dai vari pozzi di Foggia e la distribuivano con grossi barili di legno, “mantegne”, della capacità di circa 30 litri, caricati sui carretti.

Molti erano i pozzi disseminati nella città e tutti avevano nomi particolari. Ce n’era uno indicato come “Il pozzo del re” ed era chiamato così perchè il re Ferdinando di Borbone, una volta, arrivando da Napoli per visitare la Fiera di Foggia, fece fermare la sua carrozza proprio all’inizio dello stradone della Madonnella, oggi Corso Garibaldi, ed espresse il desiderio di volersi dissetare.

A pochi passi da quel luogo c’era un pozzo e due donne intente a riempire barili, le donne non avevano bicchieri ma solo una rozza “giarre” (anfora di terracotta).

Il re non disdegnò di bere da quell’anfora e proseguì il suo viaggio verso Palazzo Dogana dove doveva pernottare.

Il pozzo, da quel giorno, si chiamò “Pozzo del Re” e fu demolito quando fu edificato, su quella stessa area, l’Istituto delle Marcelline.

Di Urbano Marano

Luigia Spinelli

Luigia Spinelli è la fotografa ufficiale di Foggiareporter.it

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