Cronaca

Foggia, pestaggio in piazza Mercato: condannati a 10 mesi i due minorenni

Andrea Tigre fu aggredito e sfigurato il 26 settembre 2025 in piazza Mercato, nella zona della movida di Foggia. La Procura minorile aveva chiesto due anni di reclusione per ciascun imputato.

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FOGGIA – Dieci mesi di reclusione ciascuno per i due quindicenni foggiani riconosciuti colpevoli delle lesioni ai danni di Andrea Tigre, il portiere diciannovenne di una squadra di calcio aggredito brutalmente e sfigurato la sera del 26 settembre 2025 in piazza Mercato, nella zona della movida di Foggia. La sentenza è stata emessa dal gup del Tribunale per i minorenni di Bari al termine del giudizio abbreviato, scelto dalle difese per beneficiare della riduzione di un terzo della pena. Il pubblico ministero aveva chiesto due anni di reclusione per ciascun imputato, mentre gli avvocati difensori avevano sollecitato il minimo della pena.

Entrambi i ragazzi erano già stati arrestati in precedenza. Uno era finito in manette il 9 novembre 2025 per una rapina ai danni di alcuni coetanei, vicenda per la quale è stato condannato in primo grado a due anni. L’altro era stato arrestato il 24 gennaio scorso per un tentativo di estorsione legato alla restituzione di un’auto rubata, riportando una condanna in primo grado a tre anni. Le immagini dell’aggressione avevano restituito un quadro particolarmente grave. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo, composto dai due quindicenni e da un altro minore di 14 anni, non imputabile per la sua età, sarebbe stato alla ricerca di una vittima da aggredire per divertimento e per affermare la propria prevaricazione. «Emerge nitidamente il disprezzo per l’altrui persona», avevano sottolineato gli investigatori, evidenziando come Andrea, anche dopo essere caduto a terra, fosse stato colpito ripetutamente e con estrema violenza. A rendere ancora più inquietante la vicenda, il comportamento del gruppo subito dopo il pestaggio: gli aggressori, secondo la ricostruzione investigativa, erano andati tranquillamente a mangiare un kebab, senza manifestare preoccupazione o pentimento per quanto accaduto. (foto ANSA)

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