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Foggia, i ragazzi di Ottavia a Masseria Pantano: “Non lasceremo morire un capitale di questo genere”

Foggia – “Avremmo voluto mostrare i muscoli della partecipazione democratica e dell’interesse verso Masseria Pantano organizzando un sit in che avrebbe visto una massiccia partecipazione, soprattutto da parte di tantissimi giovani; la pandemia e la delicata situazione che sta vivendo la città, peró, ci impongono un forte senso di responsabilità”.

A scrivere sono i fondatori di Ottavia Foggia, un gruppo informale foggiano nato spontaneamente circa un anno fa grazie a tre ragazzi, Mario Cagiano, Alice Amatore e Vittorio Urbano. Il giovane gruppo si propone di costruire processi di attivazione, partecipazione e innovazione sociale per ridare luce al capoluogo dauno.

Questa volta i riflettori di Ottavia puntano sull’antica Masseria Pantano, una delle due Domus di Federico II che è possibile trovare ancora oggi nei pressi del centro foggiano.

Federico II considerava la Capitanata un luogo estremamente ideale per la caccia, ma non solo. Le ragioni che spiegano l’evidente predilezione di Federico per Foggia e per la Capitanata sono da ricercarsi anche nella loro posizione strategica da un punto di vista geografico; più vicina alle aree di confine del regno e prossima alle zone del centro e del nord interessate dalle guerre.

Per questi motivo fece costruire due dimore nei pressi di Foggia. La prima è Masseria Pantano, detta così perchè sorge in località Pantano (tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, lì dove si erge la chiesetta di San Lorenzo in Carmignano), l’altra la Regia Masseria Giardino.

La Regia Masseria Pantano è una delle poche tracce della Foggia federiciana che conserviamo ancora dopo il terribile terremoto del ‘700 ele guerre. Purtroppo questa antica masseria giace abbandonata a se stessa poco distante dalla chiesetta rurale di San Lorenzo in Carmignano che, finalmente, dopo anni di incuria e abbandono, sta tornando alla luce.


“Abbiamo ritenuto di rilevante importanza tornare a sollevare il tema delle riqualificazioni culturali soprattutto alla luce delle dichiarazioni del Rettore dell’Università di Foggia Pierpaolo Limone: circa una settimana fa il Magnifico ha rilasciato un’intervista ad un quotidiano locale in cui evidenziava la crescita esponenziale dell’Ateneo e la necessità di nuovi spazi hanno dichiarato i ragazzi di Ottavia -.

Quando una realtà viva e dinamica come l’Università chiede nuovi ambienti, la politica e le amministrazioni tutte devono rispondere. Accogliamo con gran favore, ad esempio, la proposta del Comune di Foggia circa la concessione di Palazzo Trifiletti e l’ex Cinema Garibaldi, strutture centrali e vicine al Polo Umanistico, ma suggeriamo di guardare con un certo interesse anche Masseria Pantano: sarebbe straordinario illuminare un quartiere periferico con la luce della cultura.

Inoltre, una riqualificazione della Masseria in tal senso porrebbe fine alla cementificazione selvaggia che ha interessato quella zona. Lo avevamo promesso, continuiamo a ribadirlo, non lasceremo morire un capitale di questo genere”

Anche l’associazione studentesca Link è intervenuta dopo l’iniziativa dei ragazzi di Ottavia: “Ieri sera i ragazzi di Ottavia Foggia, con un’azione simbolica, hanno chiesto luce su uno dei più importanti beni culturali di questa città: la Masseria Pantano, cara a Federico II, che da anni versa in una situazione di abbandono.

Nelle parole che hanno associato all’azione, menzionano le parole del Magnifico Rettore, Pierpaolo Limone, in merito alla necessità di un confronto istituzionale che venga incontro ai bisogni dell’ateneo in merito agli spazi.

Noi ci sentiamo di unirci a queste sollecitazioni, che mettono in evidenza alcune fra le questioni che nel corso dei mesi successivi alla fine del lockdown abbiamo cercato di mettere al centro: all’Università servono spazi perché è cresciuta, e non poco.

Negli ultimi anni il numero degli studenti e delle studentesse del nostro ateneo è cresciuto parallelamente all’ampliamento dell’offerta formativa, da ultimo con l’istituzione del corso di laurea in lingue e culture straniere e con l’eliminazione dei numeri programmati locali. Ed è evidentemente nelle corde dell’amministrazione universitaria di crescere ulteriormente.

Non possiamo che essere felici della volontà di crescere dell’ateneo foggiano, perché, come abbiamo sempre sostenuto, l’Università è un valore aggiunto per questo territorio e può essere un vero motore di cambiamento.

Non solo, a questo punto, può esserlo di per sé, con la sua ordinaria attività didattica e con tutte il lavoro ulteriore che un’istituzione del genere mette in campo nel territorio: ma anche nella possibilità di riqualificare gli spazi cittadini, conferendo loro la funzione di accogliere studenti e studentesse universitarie che rischierebbero altrimenti di non godere appieno del proprio diritto allo studio.

Per questa ragione è necessario che le istituzioni locali, tutte, si rendano al più presto partecipi di un forte investimento in questa direzione: per sottrarre la città al degrado e alla criminalità non serve la propaganda e la criminalizzazione del disagio, occorre invece mettere in campo una forte progettualità che associ all’espansione dell’Università politiche di recupero degli spazi degradati e dei beni storici, interventi di politica sociale, politiche del lavoro e sviluppo.

Realizzare una nuova visione di Foggia e del territorio provinciale è possibile, anche riprendendo riflessioni e progetti già studiati, e in parte anche avviati. Sarà necessario però l’impegno di tutti, e che le istituzioni si rendano disponibili a collaborare in questa direzione: è da qui che si può ridare un futuro alla nostra generazione”.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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