Capitone: ecco la ricetta del re della cena della Vigilia foggiana

Ecco la nostra ricetta per preparare il capitone per la cena di Natale

Foggia Reporter

Foggia – Ci stiamo preparando alle abbuffate delle feste proponendovi, una dopo l’altra, le ricette della nostra cucina tradizionale natalizia. Quando si parla di vigilia di Natale a Foggia, due sono le prelibatezze che non devono assolutamente mancare: le pettole e il capitone.

Si sa, durante la sera della Vigilia i foggiani amano mangiare il pesce, in tutte le sue varianti, a sugo, arrostito e fritto. La tavola deve profumare di mare. Sulle tavole bandite delle case foggiane, la sera del 24 dicembre, si assiste ad un vero e proprio trionfo di squisiti piatti a base di pesce. Frutti di mare, baccalà, persico, anguilla e spigola sono le tipologie di pesce che, a seconda dei gusti e delle tasche, sono cucinati dalle massaie foggiane il giorno della Vigilia.

Il Capitone, il piatto prelibato tanto amato da Federico II

Un posto d’onore è occupato però dal capitone. Lui è il vero re della cena della Vigilia foggiana. Il capitone non è altro che la femmina della famiglia delle anguille, si distingue dal maschio, conosciuto anche come ‘ceca’, per la grandezza. In Capitanata, questo genere di pesce, è presente soprattutto a Lesina e a Cagnano Varano. La Capitanata è da sempre crocevia di genti, culture e tradizioni diverse, anche la gastronomia è potpourri di piatti di diversa origine ed estrazione.

Il capitone fritto è, ad esempio, un piatto che Foggia condivide con Napoli. Questa comunanza potrebbe trarre origine dal fatto che la femmina dell’anguilla è molto apprezzata nella città partenopea, che era una volta la capitale del Regno delle Due Sicilie, ma veniva prodotta in terra di Capitanata, nella laguna di Lesina. Dobbiamo però precisare che Foggia, all’epoca, era anche un po’ capitale del Regno, e il primo grande estimatore del capitone fu, infatti, l’imperatore Federico II di Svevia.

Il capitone si cucina generalmente alla brace o in salsa d’aceto e aglio, ma è la sua versione fritta a far da padrona nel menù natalizio made in Foggia. Scopriamo insieme come si prepara:

Se non vi siete fatti aiutare dal pescivendolo, dovete prima di tutto ucciderlo e pulirlo, il che va fatto contemporaneamente. Aiutandovi con un foglio di carta da cucina sufficientemente spesso o indossando un guanto ruvido che impedisca al pesce di sgusciarvi tra le mani, adagiatelo sul marmo dell cucina, immobilizzatelo e tagliate la testa e la coda, quindi eliminate le viscere praticando una incisione lungo la pancia.

Asportate il sacchetto della bile che si trova all’altezza delle pinne caudali, cercando di non romperlo e tirate via le interiora, che sono del resto piuttosto piccole.

Adesso tagliatelo a pezzetti di 7-8 cm ciascuno, lavate e risciacquate abbondantemente. Infarinate e friggete in abbondante olio caldo, a fuoco moderano, fino a quando i tocchetti non saranno diventati dorati e croccanti. Fate sgocciolare l’olio in eccesso riponendo i pezzi su un foglio di carta assorbente, quindi portateli in tavola ancora caldi, con l’aggiunta di sale e se gradito, pepe.

Buona appetito!

Fonte: letteremeridiane.blogspot.com