Foggia, mostra itinerante del CAI nazionale dedicata alla conquista del K2

1954, sulla vetta del K2: in Fondazione dei Monti Uniti si celebra la straordinaria impresa italiana con una mostra tra memoria, eroismo e innovazione

FOGGIA – A oltre settant’anni dalla prima conquista italiana del K2, la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e il Club Alpino Italiano – Sezione di Foggia promuovono “Senza Posa. K2 1954”, una mostra che ripercorre una delle più straordinarie imprese dell’esplorazione italiana del Novecento, offrendo al pubblico una riflessione sul rapporto tra l’essere umano, la sfida e l’innovazione.

L’esposizione, che resterà in allestimento presso la galleria della Fondazione in via Arpi 152 a Foggia dal 3 al 10 luglio 2026, sarà inaugurata venerdì 3 luglio alle ore 19.00 nella sala “Rosa del Vento”, con un convegno dedicato al tema degli ambienti estremi e alle competenze scientifiche, tecniche e operative necessarie per affrontarli.

La mostra prende le mosse dalla storica spedizione che il 31 luglio 1954 portò Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla vetta del K2, seconda montagna più alta della Terra con i suoi 8.611 metri. Un’impresa che rappresentò non solo un successo sportivo e alpinistico ma anche una significativa affermazione della capacità organizzativa, tecnologica e industriale del Paese nel secondo dopoguerra.

Il convegno inaugurale offrirà un approfondimento sul rapporto tra l’uomo e gli ambienti caratterizzati da condizioni particolarmente severe, dall’alta quota agli ambienti glaciali, dalle esplorazioni speleologiche alle immersioni subacquee in sistemi ipogei complessi. Sarà l’occasione per analizzare le criticità che caratterizzano questi scenari e le strategie sviluppate nel tempo per garantire operatività e sicurezza.

All’inaugurazione interverranno il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Filippo Santigliano, Gennaro Ciavarella, presidente del Comitato Scientifico del CAI di Foggia, Vincenzo Laudisa, tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Giuseppe Mastronuzzi, docente di Geografia Fisica e Geomorfologia, e Annaeva Detomaso del CAI Speleo.

«Siamo particolarmente lieti di ospitare a Foggia una mostra di rilevanza nazionale che sta toccando alcune tra le principali città italiane e che consente anche al nostro territorio di partecipare al racconto di una delle più straordinarie imprese della storia del Paese», dichiara in una nota il presidente della Fondazione, Filippo Santigliano. «La conquista del K2 rappresenta molto più di un successo alpinistico: è il simbolo della capacità italiana di affrontare sfide complesse attraverso competenza, innovazione, spirito di squadra e ricerca. Accogliere questa esposizione significa offrire alla comunità un’importante occasione di approfondimento culturale e di riflessione sul rapporto tra uomo, conoscenza e limite, temi che continuano a interrogare il nostro tempo».

L’esposizione propone una lettura originale della conquista del K2, soffermandosi su un aspetto spesso meno conosciuto: il contributo dell’industria italiana allo sviluppo di materiali e attrezzature innovative che, realizzati in tempi estremamente rapidi per supportare la spedizione, avrebbero successivamente influenzato l’evoluzione dell’alpinismo moderno e delle attività in alta quota.

Il titolo “Senza Posa” richiama il modo spontaneo e autentico con cui i protagonisti dell’impresa erano soliti raccontare la spedizione attraverso immagini e filmati, restituendo al pubblico il valore umano di quell’esperienza oltre la dimensione eroica dell’ascensione.

Il percorso espositivo riunisce materiali in gran parte inediti provenienti da archivi storici, aziende produttrici, enti e collezioni private. Attrezzature originali, abbigliamento tecnico, fotografie, documenti, quotidiani dell’epoca, materiali pubblicitari e registrazioni storiche consentono di ricostruire il contesto culturale, tecnologico e sociale che rese possibile una delle più importanti imprese italiane del secolo scorso.

Una sezione speciale sarà dedicata a Mario Fantin, documentarista bolognese che seguì la spedizione realizzando riprese eccezionali per l’epoca. Con una cinepresa da 16 millimetri, un cavalletto e pellicola Kodachrome, riuscì a documentare l’ascesa fino a quota 6.560 metri, affidando poi agli stessi alpinisti il compito di filmare la fase finale della scalata.

Quelle immagini diedero vita al celebre documentario sulla conquista del K2, recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio “L’Immagine Ritrovata”, in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano e con il sostegno del Ministero della Cultura.

La mostra rappresenta un’occasione per riscoprire una pagina fondamentale della storia italiana, nella quale coraggio, ricerca, capacità tecnica e innovazione hanno contribuito a trasformare un’ambiziosa sfida alpinistica in un patrimonio condiviso di memoria e conoscenza.

La mostra resterà in allestimento dal 3 al 10 luglio 2026, galleria della Fondazione dei Monti Uniti, in via Arpi 152 a Foggia. Visite dal lunedì al sabato, nei seguenti orari: ore 10-13 e 17-20. Domenica e festivi chiuso. Ingresso libero.

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