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Foggia, ipogei nell’ex distretto militare: via libera della soprintendenza alle indagini

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FOGGIA – Si è svolto nella giornata di ieri il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – composta da Giuseppe Rociola, Giulia Maria Lombardi, Italo Maria Muntoni -, alla presenza di Nicola Gasperi (archeologo della societa Settanta7 srl incaricata della progettazione da Invitalia), ai tecnici del laboratorio prove Giepi srl di Foggia incaricato delle indagini, e alla presenza dell’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso coadiuvato dalla Dirigente Area 8 PNRR Rigenerazione Urbana – Alessia Cordisco e dalla funzionaria comunale Silvana Corvino.

Il sopralluogo segue la comunicazione inoltrata dal Comune di Foggia all’indomani del rinvenimento degli ambienti ipogei all’interno del compendio immobiliare dell’ex Caserma Oddone di via Fuiani.

L’ispezione ha consentito di condividere gli esiti delle attività di indagine fin qui svolte e di verificare sul posto il programma operativo già approvato, predisposto per approfondire la natura e l’estensione dei ritrovamenti emersi nel corso delle indagini in atto sull’immobile. Al termine del sopralluogo, la Soprintendenza ha espresso il proprio assenso alla prosecuzione delle ulteriori fasi di indagine previste dal piano.

L’ex Distretto Militare è attualmente interessato da un ampio programma di recupero e rifunzionalizzazione che prevede la realizzazione del “Polo Museale Giordaniano”, finanziato attraverso il CIS Capitanata con uno stanziamento di 7 milioni di euro, e dello “Studentato ADISU”, sostenuto con ulteriori 20 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Interventi strategici che consentiranno di restituire alla città un immobile di straordinaria importanza storica e architettonica, destinandolo a nuove funzioni culturali, formative e sociali.

Le attività di approfondimento archeologico, avviate inizialmente mediante indagini georadar e saggi endoscopici e successivamente implementate con ulteriori verifiche tecniche, hanno consentito di accertare l’esistenza di locali sotterranei in corrispondenza di un vano sottoscala il cui accesso risultava tombato. Contestualmente erano emersi anche reperti ossei e consistenti quantitativi di materiale lapideo e di riporto, elementi che hanno reso necessario l’immediato interessamento della Soprintendenza, prodromico all’avvio di una specifica fase di studio e tutela.

Secondo i primi riscontri tecnici, gli ambienti rinvenuti potrebbero essere riconducibili al nucleo trecentesco originario dell’antico Convento di San Francesco, una delle più antiche istituzioni religiose della città di Foggia, la cui storia è strettamente intrecciata con quella della comunità cittadina e con la presenza francescana sul territorio. Proprio il possibile collegamento con l’antico complesso conventuale conferisce ai ritrovamenti un particolare interesse storico e archeologico, aprendo nuove prospettive di ricerca e di valorizzazione del patrimonio identitario della città.

Nel dettaglio, il via libera della Soprintendenza consentirà ora di dare attuazione alla cosiddetta fase 2 del programma di indagine, che prevede la rimozione di un setto murario individuato in corrispondenza di una scala che, sulla base degli elementi raccolti fino ad oggi, potrebbe condurre verso ulteriori locali interrati facenti parte del sistema ipogeo.

Nel corso del sopralluogo, la Soprintendenza ha inoltre espresso verbalmente parere favorevole alla possibilità di verificare le condizioni per un accesso diretto agli ambienti sotterranei già individuati. Tale eventualità dovrà essere valutata con il coordinatore della sicurezza delle attività di indagine e, qualora ne ricorrano i presupposti tecnici e operativi, dovrà avvenire con l’ausilio di speleologi specializzati.

L’accesso agli ipogei consentirà di effettuare un accurato rilievo laser scanner tridimensionale di tutti gli ambienti rinvenuti, acquisendo una documentazione dettagliata delle caratteristiche morfologiche e dimensionali del complesso.

I risultati delle prossime fasi operative contribuiranno a delineare il valore storico e archeologico dei ritrovamenti e le modalità più appropriate per la loro conservazione e valorizzazione.

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